Trading emotivo e fallimentare: perché devi conoscere i tuoi ritmi biologici per vincere

Farsi prendere dalle proprie emozioni e fallire gli investimenti: ecco perché è importante capire come conoscere i propri ritmi 

Lo ripetiamo ormai spesso sulle nostre rubriche dedicate al trading. Investire nel mercato non significa solo analizzare grafici e seguire strategie tecniche, ma anche gestire le proprie emozioni e il proprio stato mentale. Spesso presi dalla foga del lavoro e del guadagno si ignora un aspetto fondamentale: i ritmi biologici del nostro corpo; e si cade così in un trading emotivo, enormemente fallimentare.

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Trading emotivo e fallimentare: perché devi conoscere i tuoi ritmi biologici per vincere -trading.it

La cronopsicologia, ossia lo studio dell’interazione tra i ritmi circadiani e la psiche, offre strumenti preziosi per sincronizzare le proprie operazioni con il naturale funzionamento del cervello. Il mercato è frenetico ma l’essere umano per quanto sia una macchina completa non è invincibile e instancabile come un’intelligenza artificiale.

Il nostro corpo va nutrito, curato e assecondato, perché non rispettando i suoi cicli si ammala. Quando corpo e mente influenzano le decisioni finanziarie? Molto più di quanto si pensi. Ogni trader ha un “cronotipo” interno dominante, che determina i momenti della giornata in cui è più lucido. Alcuni hanno picchi di attenzione all’alba, altri sono più reattivi la sera.

È importante ascoltarsi per comprendere come questa variabile possa far arrivare l’investitore a combattere contro se stesso. Vediamo di capire nel dettaglio come i cicli biologici influiscono su concentrazione, impulsività e gestione del rischio.

Cicli biologici: perché il corpo influenza le nostre performance

Il cervello non è sempre pronto a sostenere ore e ore di lavoro senza pause. Esiste un ciclo ultradiano di circa 90-120 minuti, durante il quale si alternano fasi di massima concentrazione e momenti in cui l’attenzione cala naturalmente. Chi ignora questa oscillazione e si impone sessioni prolungate senza interruzioni, finisce per accumulare frustrazione ed errori.

cartello governare le emozioni
Cicli biologici: perché il corpo influenza le nostre performance -trading.it

Capita spesso quando si lavora con scadenze troppo strette, così come anche nel mondo del trading, dove vige un’accelerazione notevole di tutti i processi di cambiamento. Il fatto è che il nostro corpo non si può permettere un focus perenne per diverse ore, c’è sempre bisogno di pause che possano intervallare il lavoro intenso.

Brevi pause di 10 minuti ogni ora, ora e mezza, possono ridurre gli sbagli legati all’affaticamento fino a percentuali molto alte: ci sono vari campioni di riferimento, in generale, la media degli studi inserisce nei risultati circa un 40% di miglioramento della produttività.

Ovviamente è un dato molto sensibile da prendere con le pinze perché ogni caso è a sé ma è ottimo per comprendere quanto le pause possano migliorare il rendimento come confermato da ricerche del BioTech Institute nel 2023. Ma non è solo una questione di ore. Anche i cicli più lunghi, come quello mensile e stagionale, giocano un ruolo importante per il rapporto salute – produttività.

Ritmi ultradiani e infradiani: l’influenza su umore ed energia

Come riporta anche fondazioneveronesi.it, i ritmi ultradiani (più brevi di 24 ore) e infradiani (più lunghi di 24 ore) possono influenzare l’umore e l’energia con ad esempio picchi di secrezione dell’ormone della crescita (GH) che variano durante il giorno, influenzando l’energia e la motivazione necessarie per portare risultati sul lavoro.

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Ritmi ultradiani e infradiani: l’influenza su umore ed energia  -trading.it

Studi su trader professionisti hanno evidenziato che la fase premestruale nelle donne e i giorni di luna piena per entrambi i sessi, ad esempio, sono momenti critici, in cui l’impulsività aumenta per effetto di squilibri ormonali, in particolare del cortisolo. Chi si accorge di prendere decisioni avventate in queste fasi dovrebbe ricalibrare le proprie strategie, magari limitando il numero di operazioni.

Anche l’alternanza delle stagioni modifica la percezione del rischio. Nei mesi invernali, la riduzione della luce solare abbassa i livelli di serotonina, rendendo i trader più prudenti e inclini a evitare operazioni rischiose. Al contrario, in estate, con un umore più stabile e positivo, la propensione al rischio tende ad aumentare.

Come sfruttare il cronotipo per migliorare la strategia di trading

Cosa fare, dunque, per sfruttare al meglio il proprio bioritmo? Per prima cosa, identificare il proprio cronotipo. I “gufi”, cioè i nottambuli, dovrebbero evitare di operare nelle prime ore del mattino, quando il cervello è ancora in fase di risveglio, e sfruttare invece la sera per analizzare il mercato con lucidità. Le “allodole”, al contrario, hanno la loro massima energia nelle prime ore dopo l’apertura dei mercati e dovrebbero concentrare in quel momento le decisioni più importanti.

Oltre a questo, può essere utile tenere traccia del proprio “calendario emotivo”. Per farlo, potrete annotare umore e prestazioni nei vari giorni e orari: analizzando i risultati potrete individuare pattern ricorrenti sulle vostre abitudini. Esistono anche app che arrivano in vostro supporto come Bearable o Daylio, automatizzano il processo, aiutando a identificare le fasce orarie o i giorni in cui si è più vulnerabili a decisioni impulsive.

Ascoltare il proprio corpo è fondamentale: il corpo parla, però bisogna ascoltarsi per imparare a comprendere i suoi segnali. Il trading non è solo questione di analisi tecnica e strategie preconfezionate. È anche una danza di alti e bassi che segue i propri ritmi biologici.

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