Soldi dall’INPS: oltre 8000 euro a te, le trattenute non erano legali anche con l’errore

La vicenda è su tutti i giornali, l’INPS è stata costretta a ritirare la richiesta di restituzione. Più di 8mila euro rimangono intatti.

Un caso, quello finito sul tavolo della Corte dei Conti, destinato a fornire importanti linee guida per il futuro e per le prossime sentenze. Protagonista un finanziere andato in congedo con un’anzianità contributiva tra i quindici e i venti anni; questo aveva fatto richiesta per il ricalcolo della quota stabilita con metodo retributivo. In poche parole invece che l’utilizzo del 35 per cento, quota scelta dall’INPS, chiedeva l’applicazione del 44 per cento. Almeno inizialmente, con il ricorso accolto in primo grado, l’anzianità maggiore fu riconosciuta al soggetto in questione.

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Soldi dall’INPS: oltre 8000 euro a te, le trattenute non erano legali anche con l’errore – trading.it

Il riconoscimento rientrava nel sistema misto di calcolo della pensione annua lorda, con la pensione che in appello sarebbe stata calcolata prendendo in considerazione il numero effettivo di anni di anzianità, applicando il coefficiente di rendimento determinato nel 2,44 per cento per ciascun anno. Ma proprio durante la procedura di calcolo dell’importo, l’INPS ha commesso degli errori e ha chiesto indietro al finanziere la somma erogata in più da dicembre 2017 a settembre 2022 ovvero ben 8.648,76 euro.

Errore di calcolo da parte dell’INPS, chiesti i soldi indietro ma il pensionato può tenerli

Per farvi capire l’entità dell’errore commesso dall’INPS vi basterà sapere che invece di concedere 28.952,10 euro di pensione annua lorda, ne venivano erogati 30.391,43 all’anno, importo che sale a 33.430,570 euro lordi considerando il dieci per cento a titolo di pensione privilegiata. L’erogazione è andata avanti per quasi cinque anni, da dicembre 2017 a settembre 2022, fino a che l’Istituto non ha pensato di chiedere i soldi indietro al finanziere. Così questo ha deciso di fare ricorso, per non perdere la somma attribuitagli.

Banconote in euro
Errore di calcolo da parte dell’INPS, chiesti i soldi indietro ma il pensionato può tenerli – trading.it

La normativa parla chiaramente: le somme percepite indebitamente dai beneficiari di assegno pensionistico non vanno restituite a meno che l’indebito non sia scaturito da condotta dolosa da parte loro. L’iter processuale è proseguito, con la Corte dei conti che ha stabilito l’illegittimità del recupero richiesto, complessivamente 8.648,76 euro, e l’importo chiesto al pensionato è stato di 1.373 euro.

Tra l’altro è stato l’INPS ad annullare il recupero e a restituire quanto prelevato già prima della sentenza, con un provvedimento correttivo in autotutela. Per quanto riguarda invece la Corte dei Conti, questa ha presto dichiarato estinto il giudizio.

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