Vediamo quali saranno gli eventi e i dati macroeconomici che potranno determinare maggior impatto sui mercati finanziari nel corso della prossima settimana lavorativa.
Nella seconda ottava di novembre il primo dato di una certa rilevanza per gli investitori verrà pubblicato martedì 8: si tratta della rilevazione ZEW del sentiment sull’economia tedesca. Consiste in un’indagine svolta mensilmente presso i principali analisti e investitori istituzionali tedeschi, al termine della quale viene elaborato, dall’istituto ZEW, un indice che sintetizza il livello di fiducia di tali soggetti verso le prospettive economiche della Germania. Questo dato è reduce da un trend ribassista che dura ormai dallo scorso mese di maggio e le stime, per novembre, prevedono un ulteriore calo. Segnale che, secondo gli esperti, è probabile assistere ad un rallentamento della crescita nei prossimi mesi, eventualità di cui si parla da tempo a livello mondiale e rafforzata negli ultimi giorni dalla risalita dei contagi da Covid-19 in giro per il mondo. Il rilascio del dato ZEW relativo al mese di novembre potrà confermare questo scenario oppure indicare un’inversione nel sentiment, qualora la lettura risulti superiore alle attese e al dato del mese precedente.
Mercoledì 10 è in programma il rilascio del dato relativo all’indice dei prezzi al consumo (IPC) di ottobre negli Stati Uniti, uno dei principali indicatori di inflazione. Nel mese di settembre la componente “core” dell’indice (ovvero quella che non considera i prezzi di beni alimentari ed energetici, a causa della loro volatilità che determina distorsioni nel dato) ha evidenziato, su base annua, un incremento del livello generale dei prezzi pari al 4%. Gli analisti si aspettano un ulteriore incremento del dato al 4,3%. La stessa Federal Reserve nel meeting tenutosi qualche giorno fa ha ammesso che la salita dell’inflazione durerà più a lungo rispetto alle previsioni, pur rimanendo sempre legata a fattori transitori correlati alla pandemia, che dovrebbero affievolirsi intorno alla metà del 2022, consentendo al tasso di inflazione di tornare nei pressi del target del 2%.
Nella notte tra mercoledì 10 e giovedì 11 è atteso il dato sulla variazione della produzione industriale cinese nel mese di ottobre. Da maggio a settembre questo dato è risultato in costante calo, mentre ad ottobre, secondo le stime, la produzione industriale dovrebbe essere aumentata del 3,1% su base annua, come nel mese precedente. Si tratta, in ogni caso, della lettura peggiore dallo scoppio della pandemia, principalmente a causa della carenza di materie prime che sta determinando, negli ultimi mesi, serie difficoltà nel reperire materie fondamentali per la produzione di beni di consumo.
Produzione industriale prevista in ulteriore calo anche nell’Eurozona, per lo stesso motivo appena descritto con riferimento alla Cina, a dimostrazione di come i timori degli esperti per un possibile rallentamento economico vengano confermati da numerosi dati macroeconomici relativi alle principali economie mondiali. Su base mensile, secondo le previsioni degli analisti, a settembre la produzione industriale dovrebbe essere scesa dello 0,2%, rispetto al mese precedente, sulla scia del -1,6% già registrato ad agosto. Il dato effettivo relativo al mese di settembre verrà pubblicato venerdì 12 novembre.
Per ciascun dato, viene riportata la previsione degli analisti, a condizione che questa sia già disponibile prima dell’inizio della settimana. Inoltre, viene indicato anche il valore già pubblicato con riferimento al periodo precedente.
Si precisa inoltre, che, per quanto riguarda gli indici dei responsabili degli acquisti (o PMI, Purchasing Manager Indexes), elaborati sulla base di indagini e sondaggi condotti presso i responsabili degli acquisti:
Vediamo quali saranno gli eventi più attesi della prossima settimana lavorativa, che inizia lunedì 8 e termina venerdì 12 novembre (con riferimento all’orario italiano).
Lunedì 8 novembre
Martedì 9 novembre
Mercoledì 10 novembre
Giovedì 11 novembre
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Venerdì 12 novembre
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