Non si placano le proteste contro il Green pass. Manifestazioni, scioperi e minacce di blocco dei centri nevralgici del paese.
L’Italia paralizzata dai manifestanti anti Green pass. Questo è quello che si augurano migliaia di detrattori della certificazione verde, scesi in piazza in questi giorni per protestare contro la decisione del Governo di rendere obbligatorio il certificato per accedere al proprio posto di lavoro. Porti bloccati, piazze semi gremite e manifestazioni che sono spesso sfociati in atti di gratuita violenza, come nel caso di Roma contro la sede cittadina della Cgil. I manifestanti però, nonostante tutto non si fermano e continuano la propria azione di protesta.
La Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali (FISI), ha proclamato, infatti uno sciopero generale per il prossimo 20 ottobre. Un precedente sciopero di cinque giorni è ancora attivo, per cosi dire, presso i servizi pubblici essenziali. Lo scopo è chiaramente quello di provare a bloccare il paese. Si protesta contro l’entrata in vigore del Green pass e se ne chiede a voce alta il decadimento del procedimento stesso. Lo sciopero indetto potrebbe causare non pochi problemi per milioni di cittadini quel giorno.
Il prossimo 20 ottobre, quindi, ennesimo tentativo di paralizzare il paese e di recare in qualche modo danno alla pubblica amministrazione. La stessa Inps ha comunicato ai propri utenti la possibilità concreta di disservizi per quel giorno. Prestazioni indispensabili alla cittadinanza potrebbero non essere erogate in quella giornata, proprio perchè non è ancora possibile immaginare con certezza quello che succederà. Anche la sanità appare coinvolta con l’incertezza circa la possibilità di assicurare servizi fondamentali, visite specialistiche e quant’altro. La paralisi è una opzione insomma possibile.
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La stessa Fisi aveva indetto anche lo sciopero dei portuali di Trieste che a tratti prosegue quando invece sembrava potesse cessare. Per il prossimo 20 ottobre, inoltre potrebbero non essere assicurati anche alcuni servizi pubblici come gli asili nido e non solo. Insomma un paese che si prepara a vivere una nuova giornata di protesta in nome di una libertà secondo i no Green pass negata. C’è attesa ed anche un po’ di preoccupazione.
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