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Residenza disgiunta: trucco furbo ma legale per risparmiare tanto

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Residenza disgiunta, in che cosa consiste esattamente e quali sono i requisiti indispensabili per poterla richiedere. 

Ognuno di noi, quando vive in una casa, da solo/a, con familiari o con persone non appartenenti alla sfera familiare, è tenuto a comunicare che quella (se è effettivamente lo è) è la sua residenza. La comunicazione va data al Comune in cui si risiede.

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Risiedere in un posto è spesso un qualcosa dettato da tutta una serie di motivazioni. In primis, il matrimonio: una coppia si sposa e decide di andare a vivere insieme.

Si può anche vivere in un’abitazione con altre persone, che non siano parenti, ma magari amici, e ci sono molte altre forme di convivenza. Detto questo, a prescindere da con chi si scelga di vivere, ognuno di noi è tenuto a comunicare la residenza, altrimenti ci sono conseguenze che coinvolgono anche indirettamente altri ambiti.

Non comunicare dove si risiede, può portare a tutta una serie di inghippi burocratici, e idem se non si comunica il trasferimento di residenza. C’è una forma di residenza, però, che non tutti conoscono, ed è la residenza disgiunta.

Residenza disgiunta, che cos’è e chi può richiederla

Residenza disgiunta significa che ci si trova in una circostanza in cui due o più persone che vivono insieme, risiedono anche, legalmente, in altri luoghi, di cui si è data comunicazione alle autorità competenti.

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Poniamo il caso di una coppia sposata che vive insieme. Essa può decidere di richiedere la residenza disgiunta. Ciò vuol dire che si può essere sposati ma avere due differenti residenze.

Ci sono dei casi specifici in cui è possibile richiedere la residenza disgiunta, e sono i seguenti:

  • studenti universitari che vanno a vivere lontano dalla residenza di famiglia
  • lavoratori il cui impiego è ubicato in altro Comune, diverso da quello in cui si risiede con la famiglia
  • coppie separate: se si aspetta di divorziare oppure lo si è già, si ha bisogno di risiedere in case differenti
  • persone che assistono familiari anziani o malati che non risiedono nello stesso Comune.

Avere residenza disgiunta potrebbe avere influenza sul calcolo IRPEF, incentivi locali, accesso a servizi comunali. È importante fare tutte le valutazioni del caso, prima di farla. La richiesta deve essere inoltrata all’anagrafe del Comune in cui si intende risiedere. Bisogna portare carta di identità valida, riempire un modulo, e in base ai contesti, addurre le ragioni per cui si presenta tale istanza.

Il Comune può eseguire delle verifiche, e se tutto sarà regolare, la residenza disgiunta sarà confermata.

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