Si interrompe il rally delle borse, reduci da due sedute di intenso rialzo, nonostante le notizie sulla variante Omicron siano sempre positive. Ancora in controtendenza il titolo Telecom Italia, in attesa del CdA del 17 dicembre, in cui dovrebbe essere presa una decisione sull’offerta presentata dal fondo Kkr nei giorni scorsi.
La Borsa di Milano chiude la seduta odierna in ribasso di oltre un punto percentuale, dopo due sedute di forte rialzo. Piazza Affari, nelle prime due sessioni della settimana, ha fatto registrare un guadagno complessivo del 4,57%, che ha consentito al Ftse Mib di tornare sui livelli precedenti il sell-off di venerdì 26 novembre. L’indice principale della Borsa di Milano è tornato, oggi, al di sotto dei 27.000 punti, soglia recuperata dopo il rally degli ultimi due giorni. Male soprattutto i titoli tecnologici (Ftse Italia Tecnologia: -2,07%). Non brillano neanche il comparto bancario (Ftse Italia Banche: -1,11%) e quello energetico (Ftse Italia Energia: -1,23%). In netta ripresa, invece, il settore dei viaggi, con l’indice settoriale Ftse Italia Viaggi e Tempo Libero in rialzo del 3,86%.
Stesso discorso per le altre borse europee, che concludono la seduta in calo, nonostante le notizie provenienti dal versante Omicron siano nuovamente incoraggianti. Secondo gli studi effettuati da Pfizer e Biontech, infatti, la terza dose del vaccino da esse prodotto sarebbe in grado di contrastare efficacemente la variante sudafricana. Inoltre, le due case farmaceutiche hanno dichiarato che, nel mese di marzo, dovrebbe essere pronto un nuovo vaccino specificamente pensato per combattere Omicron. In aggiunta a quanto appena detto, numerose istituzioni internazionali, tra cui l’Onu, hanno dichiarato negli ultimi giorni che non vi è nulla che possa far pensare a delle conseguenze più gravi, in caso di contagio, rispetto alle precedenti varianti.
In uno scenario nel quale i timori legati alla nuova variante del Covid-19, da cui erano scaturite delle forti vendite nelle scorse settimane, si affievoliscono, la causa principale del ribasso avvenuto oggi è rappresentata da prese di profitto degli investitori. Dopo due sedute nelle quali gli indici sono riusciti a tornare a ridosso dei massimi dell’anno, molti operatori hanno preferito incassare i guadagni maturati, chiudendo le posizioni long in portafoglio. Non è per nulla escluso, in ogni caso, che gli indici possano aggiornare i rispettivi record nelle sedute che rimangono prima di fine anno, vista l’intonazione fortemente rialzista mantenuta dalle borse per tutto il 2021.
Di seguito, le performance registrate dai principali indici azionari europei, in chiusura di seduta:
L’Euro Stoxx 50, indice composto dalle 50 principali società europee per capitalizzazione di mercato, chiude in ribasso dell’1,01% a quota 4.233,09 punti.
Questi gli unici titoli che chiudono in rialzo, tra quelli appartenenti al listino principale di Piazza Affari:
I maggiori ribassi sono stati registrati dai seguenti titoli:
Seduta poco mossa a Wall Street e con pochi spunti di interesse dal punto di vista macroeconomico. Gli indici statunitensi, tornati in prossimità dei massimi storici dopo la salita delle due precedenti sedute, evidenziano bassa volatilità, a conferma di una ritrovata serenità degli investitori.
Positivo anche a Wall Street, in questa prima parte della seduta, l’andamento dei titoli legati alle riaperture, come quelli del settore viaggi e tempo libero, alberghiero e ristorazione: sintomo di ottimismo per quanto riguarda gli sviluppi della pandemia.
Queste le performance registrate, alle 18:30 ora italiana, dai tre principali indici azionari statunitensi:
In riguardo al mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale a 134 punti base, in rialzo di cinque punti rispetto alla chiusura della seduta precedente. Il rendimento del Btp sale con decisione a +1,03%; in aumento il rendimento del Bund, pari a -0,31%. Spinge al rialzo anche il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), pari a +1,52%, in rialzo di quattro punti rispetto all’ultimo valore di chiusura.
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