Il Governo è allo studio sulla nuova Riforma pensioni, tante le proposte da valutare, tra queste la misura a 64 anni e 25 di contributi.
Una nuova misura pensionistica che ribalta il sistema previdenziale. Si tratta di una proposta con flessibilità in uscita dal mondo del lavoro per alcune fasce di possibili nuovi pensionati.
Il Governo studia di ristrutturare il sistema previdenziale con l’obiettivo di superare la riforma Fornero. A rischio le misure da prorogare come l’APE Sociale, l’Opzione donna, la Quota 103 e la Quota 41 per tutti (una promessa del vecchio Governo).
La proposta sulla pensione flessibile arriva direttamente dalla commissione tecnica del Governo formata da 12 esperti (CNEL) con il compito di ristrutturare il sistema previdenziale. La nuova proposta di pensione flessibile, se approvata, non sarà temporanea ma strutturale. Si tratta di una misura a scelta libera e non sarà accessibile a tutti.
I lavoratori potranno scegliere di accedere alla pensione tra i 64 e i i 72 anni di età. Inoltre, sarà aumentata l’anzianità contributiva a 25 anni a fronte dei 20 anni che servono attualmente per l’accesso alla pensione di vecchiaia.
L’accesso alla pensione a 64 anni non è per tutti, bisogna rispettare alcuni limiti, nello specifico la pensione liquidata non può essere inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (nel 2024 pari a 534,41 per 13 mensilità).
Questa misura presenta penalizzazioni in base agli anni di anticipo, il taglio dell’assegno è lineare, prevista una penalizzazione per ogni anno che si anticipa rispetto all’età pensionabile. La proposta prevede un taglio del 3,5% per ogni anno anticipato.
Un’altra novità consiste nei premi per chi resta a lavoro, infatti, il Governo è allo studio per introdurre dei meccanismi premio per chi decide di restare al lavoro.
A rischio la proroga della pensione “Opzione donna” che permette l’accesso nel 2024, con un’anzianità contributiva di 35 anni, e un’età anagrafica di 61 anni per i lavoratori che si trovano in una di queste tutele: invalidità, caregivers, licenziate o dipendenti da imprese in crisi.
Anche altre misure sono a rischio, ad esempio l’APE Sociale che prevede l’accesso nel 2024 con 63 anni e 5 mesi di età e un’anzianità contributiva di 30 anni. Il requisito contributivo aumenta a 32 anni per gli operai edili/ceramisti e a 36 anni per gli addetti ai lavori gravosi. Questa misura prevede l’accesso solo se appartenenti a una delle quattro categorie (caregivers, invalidi civili al 74%, disoccupati di lungo corso, addetti ai lavori gravosi).
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