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Dallo stipendio alla pensione, il tasso di sostituzione: l’importo che vi spetta

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Una delle domande principali che si pongono coloro che si avvicinano al pensionamento è sapere quanto percepiranno rispetto allo stipendio: tutto dipende dal tasso di sostituzione. Ecco cosa c’è da sapere e il calcolo. 

Senza dubbio, il pensionamento è il momento più atteso da un lavoratore che si avvicina alla fine della vita lavorativa. Dopo tanti anni di duro sacrificio e lavoro ci si può, finalmente, concedere un po’ di meritato riposo. Una delle domande più frequenti che ci si pone in questi casi riguarda proprio l’ammontare dell’assegno pensionistico.

In molti si chiedono, infatti, quanto si prende di pensione rispetto all’importo dello stipendio: la risposta a questa domanda dipende dal tasso di sostituzione. Facciamo un po’ di chiarezza in merito alla questione introducendo anche il concetto di calcolo.

Quanto si prende di pensione rispetto allo stipendio percepito: il concetto di tasso di sostituzione

Calcolare l’importo della pensione partendo dallo stipendio non è affatto semplice: ogni anno entrano in gioco molte variabili ed è quasi impossibile prevedere un calcolo preciso. Di anno in anno, infatti cambiano le Leggi e quindi è possibile solo fornire un calcolo approssimativo.

La tendenza generale vede l’importo della pensione essere più basso rispetto allo stipendio percepito fino ad allora. Ciò dipende da numerosi fattori, tra cui il minor peso che hanno i contributi versati nel sistema retributivo rispetto a quello misto. Dunque, a determinare l’importo finale sarà il coefficiente di trasformazione applicato al montante contributivo.

Parte importante di questo calcolo, inoltre, è il tasso di sostituzione, ossia l’importo della pensione rispetto all’ultimo stipendio percepito. Esso tende a diminuire con il tempo e, in generale, si aggira intorno al 55% dello stipendio medio. Nel sistema contributivo puro, invece, tale percentuale arriva al 100%.

Come calcolare l’importo futuro

Ai fini del calcolo della futura pensione, un lavoratore dovrà tenere presente che più si attarda dall’uscita dal lavoro e maggiore sarà l’importo percepito. Tutto ciò non è dovuto tanto agli anni contributivi, quanto, invece, all’aspettativa di vita: più si avvicina l’anno della presunta morte secondo le statistiche e maggiore sarà l’importo percepito.

Un altro fattore, invece, che determina l’importo dell’assegno è proprio il sistema con cui esso viene calcolato. Coloro che hanno iniziato la propria carriera lavorativa prima del 1996 vedrà l’applicazione del sistema di calcolo misto della pensione. In questo caso, infatti, il calcolo della rendita andrà quantificato in parte con il sistema retributivo e in parte con i versamenti ante 1996. 

Nicola Sabatino

Studente di Banking and Finance presso La Sapienza di Roma, da tempo per passione mi occupo della redazione di contenuti per testate online. Mi occupo di tematiche fiscali e di strumenti di investimento. Creatore di contenuti per la testata Trading.it da oltre un anno.

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