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Economia e Finanza

Pensione di reversibilità: ha una scadenza o si riceve per sempre? La risposta che non ti aspetti

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Quando muore un pensionato o un lavoratore gli eredi hanno diritto alla pensione di reversibilità, ma ha una scadenza o si percepisce per sempre? 

Sulla pensione di reversibilità ci sono molti dubbi e anche la quota spettante non è uguale per tutti, ci sono percentuali specifiche in base al grado di parentela.

Pensione di reversibilità: ha una scadenza o si riceve per sempre?

Una Lettrice chiede agli Esperti di Trading.it chiarimenti sulla pensione di reversibilità. Nello specifico chiede: “Salve, percepisco la pensione di mio marito defunto un anno fa, volevo sapere se la prenderò per sempre ho ha un tempo di scadenza”.

Prima di addentrarci nel quesito specifico, cerchiamo di capire a chi spetta l’assegno di reversibilità e quando ha una scadenza.

Pensione di reversibilità, l’INPS invia un SMS al coniuge: cosa c’è scritto

Pensione di reversibilità: ha una scadenza o si riceve per sempre?

La pensione di reversibilità spetta al coniuge anche se separato. Su quest’aspetto un recente messaggio dell’INPS ha ribaltato quanto finora sostenuto. Infatti, hanno diritto a fruire della quota di pensione di reversibilità al coniuge separato anche senza alimenti. Se il defunto ha contratto più matrimoni, la quota dell’assegno di reversibilità è diviso tra i vari ex coniuge. Ricordiamo, inoltre, che il diritto ad usufruire dell’assegno di reversibilità spetta anche alle coppie unite civilmente ai sensi della Legge Cirinnà. Ma tale diritto è precluso al convivente di coppia di fatto.

Pensione di reversibilità: quando spetta la quota ai figli? La risposta che non ti aspetti

Chi percepisce la quota pensione?

Percepiscono la pensione di reversibilità, oltre al coniuge, anche ai:

a) figli minori di diciotto anni di età;

b) figli maggiorenni se studenti o che frequentano corso di istituto professionale fino all’età di 21 anni;

c) figli studenti universitari fino all’età di 26 anni;

d) figli certificati inabili al lavoro a prescindere dall’età.

Per figli si intende non solo quelli nati da coppia unita in matrimonio, ma anche dai figli riconosciuti legalmente, i figli naturali, i figli adottati o affiliati. Inoltre sono considerati figli postumi, quelli nati entro trecento giorni dalla data del decesso del genitore.

La pensione di reversibilità è riconosciuta anche ad altri parenti:

a) nipoti minorenni equiparati ai figli;

b) i genitori con più di 65 anni di età, a condizione che non percepiscano una pensione propria e fossero a carico del defunto al momento della sua morte.

La legge stabilisce che i figli maggiorenne e i figli inabili al lavoro, dovevano essere a carico fiscalmente prima del decesso. Questa significa che il pensionato o lavoratore, prima della morte, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa.

Le percentuali spettanti della pensione di reversibilità

Come abbiamo accennato, spetta una quota dell’importo pensionistico che percepiva il defunto. Nello specifico:

a) al coniuge che è solo, spetta il 60%;

b) al coniuge con un figlio, spetta l’80%;

c) al coniuge con due o più figli, spetta il 100%.

Se il coniuge è mancante, spettano le seguenti quote in percentuali:

a) un figlio: il 70%;

b) due figli: l’80%;

c) tre figli o più figli: il 100%;

d) un genitore: il 15%;

e) due genitori: il 30%;

f) un fratello o una sorella: il 15%;

g) due fratelli o sorelle: il 30%.

La pensione di reversibilità ha una scadenza?

L’assegno di reversibilità al coniuge dura tutta la vita, a condizioni che non si risposi. Infatti, se il coniuge contrae matrimonio, l’assegno è revocato. Inoltre, la pensione è revocata nei casi in cui:

a) viene meno lo stato di inabilità del figlio che percepisce l’assegno;

b) i figli studenti terminano il loro percorso di studi, in ogni caso al compimento dei 21 o 26 anni;

c) i genitori percepiscono un’altra forma pensionistica;

e) i fratelli celibi o le sorelle nubili, si sposano.

In riposta alla nostra Lettrice, nel caso esposto, la pensione di reversibilità è riconosciuta a vita, a patto che non si risposi.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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