Le partite IVA in regime forfettario saranno tenute a rendicontare con fattura elettronica, non essendo più sufficiente la documentazione cartacea per adempiere agli obblighi fiscali.
Importanti novità in chiave di lotta all’evasione fiscale, arrivano con il via libera da parte del Consiglio europeo all’estensione dell’obbligo della fatturazione elettronica per coloro – tra i possessori di partita Iva – che aderiscono al regime forfettario.
Qualche giorno fa il Governo ha approvato un nuovo decreto urgente in attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e della lista di obiettivi che comprende. In particolare, tra le novità che qui interessano vi è la definizione della tempistica della fatturazione elettronica per i forfettari.
Siamo ad un punto di svolta, in quanto detta novità sull’allargamento dell’obbligo della fatturazione elettronica è stata discussa a lungo nell’ultimo periodo, all’interno della riforma tributaria, da approntare per sburocratizzare il paese e ridurre l’evasione fiscale.
Non vi sono più dubbi: dal primo luglio si parte con la fattura elettronica per i forfettari. I dettagli.
Secondo quanto possiamo apprendere dal testo di decreto legge PNRR, che è stata oggetto di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, i soggetti che seguono saranno tenuti a emettere fattura elettronica a decorrere dal primo luglio 2022:
Nessun dubbio insomma: le partite iva in regime forfettario saranno tenute a rendicontare con fattura elettronica, mandando in pensione la tradizionale documentazione cartacea. In ogni caso, il testo definitivo farà piena luce su tutti gli elementi della novità in esame.
La richiesta a livello politico è quella di escludere fino al 31 dicembre 2024 le piccole partite Iva, dunque anche le micro imprese, dal nuovo adempimento. La soglia di ricavi o compensi che delimitano l’esonero è pari 25mila euro annui.
In totale perciò l’esonero spetterebbe a circa 800mila p. Iva, tra micro imprese, lavoratori autonomi e professionisti. Detti soggetti, per altri due anni sarebbero all’interno del regime forfettario, con la semplice fattura cartacea, senza obbligo di e-fattura.
Lo ribadiamo: fuori dall’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica sarebbero – almeno fino al 2024 – i soggetti passivi che percepiscono ricavi e compensi non al di sopra dei 25mila euro. Ma ovviamente piena certezza vi sarà con la pubblicazione del testo definitivo.
Sempre in base a quanto emerso nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri, nel terzo trimestre del 2022 sarebbe permessa una fase transitoria. Vale a dire da luglio a settembre il Fisco non emetterà sanzioni, se la fattura elettronica sarà effettuata entro il mese posteriore a quello di compimento dell’operazione.
Per dare luogo a questa estensione serviva uno step intermedio, ossia il nulla osta delle istituzioni europee che – come detto – è arrivato. Infatti, qualche tempo fa è stato il Consiglio dell’Unione europea ad aver deliberato l’adozione della proposta della Commissione Ue: di fatto è l’autorizzazione per il nostro paese ad utilizzare il sistema di fatturazione elettronica obbligatoria, esteso ai forfettari.
All’inizio abbiamo accennato che la novità dell’estensione della fatturazione elettronica forfettari si lega ad una delle finalità della riforma fiscale, ossia la prevenzione e la lotta all’evasione fiscale.
Detta riforma vuole essere davvero strutturale per rispondere al meglio alla lista di obiettivi di cui al PNRR. Proprio per questo non deve stupire una novità sostanziale come la rimodulazione delle aliquote IRPEF nella legge di bilancio 2022. Ma una delle misure su cui Governo e Fisco puntano maggiormente per reprimere l’aggiramento delle norme fiscali è appunto l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari che – lo rimarchiamo – oggi rappresentano circa un milione e mezzo di partite IVA.
Concludendo, l’obiettivo dichiarato è proprio quello di andare a ridurre i “buchi” di fatture non tracciabili, in circostanze di controllo dell’Agenzia delle Entrate.
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