La diffusione dei pannelli solari segna e anticipa il corso della transizione energetica. Ecco la situazione in Ue e in Italia.
Dove il sole è più intenso, come in Sardegna, alla fine del 2021 erano installati circa 40mila impianti fotovoltaici e in tutta Italia oltre un milione.
La diffusione dei pannelli solari sui tetti di condomini, villette e aziende contribuirà a far diminuire i consumi derivanti da fonti non rinnovabili. Questo è in grado di diminuire il pericolo della dipendenza da fornitori extracomunitari e aumentare la sicurezza energetica dell’Ue. Se al momento la priorità della diffusione delle fonti alternative e rinnovabili si affianca alle tensioni e al problema della dipendenza dal gas russo, la transizione energetica ci vede ancora lontani dal diventare protagonisti.
Secondo i calcoli di Eurostat, nel 2020 l’Ue ha importato circa otto miliardi di euro di pannelli solari, ma il 75% sono fabbricati in Cina. Tra i primi dieci produttori di pannelli solari al mondo, sette sono cinesi. Solo uno di questi è in Ue con sede in Germania mentre tra le più grandi dipendenti dall’Ue e Stati Uniti si possono citare la tedesca QCells e First Solar.
In Europa e in Italia siamo destinati a passare da una dipendenza a un’altra, con le quote di mercato più importanti tutte direttamente sotto la responsabilità cinese. Le aziende del Dragone sono difficili da eguagliare quando si parla di manifattura e produzioni a basso costo. Il Paese ha continuato a primeggiare anche nel 2021. Le esportazioni di pannelli solari e prodotti affini costruiti in Cina siano cresciute del 60% rispetto all’anno precedente. La Cina oggi ha un ruolo quasi monopolistico nella produzione di componenti a livello globale. Riesce a coprire da sola con la sua produzione il 41% della quota di mercato.
La Cina per il momento ha i suoi maggiori produttori stanziati negli Stati Uniti che insieme all’Ue continuano a rimanere due partner commerciali strategici. A scoraggiare l’acquisto di impianti negli Usa sono state istituite delle tasse doganali piuttosto salate; primeggiano nel Paese aziende come First Solar e SunPower. La situazione rimane pertanto in un equilibrio dovuto a una reciproca convenienza, di cui Taiwan rimane uno dei perni più importanti. L’isola è uno dei maggiori estrattori di silicio, materia prima fondamentale per i pannelli solari.
Per emanciparsi dal silicio dei pannelli solari la nuova priorità per l’Ue è Heraklion, la capitale di Creta, dove è sorto un nuovo parco solare, con il contributo della ricerca italiana, dove si stanno sperimentando i pannelli fotovoltaici più avanzati del mondo.
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