Il pagamento Rdc ottobre in ritardo ha generato un certo allarmismo tra i percettori. Ma l’INPS ha fornito spiegazioni in merito alla situazione.
Il pagamento del reddito di cittadinanza atteso per il mese di ottobre è in ritardo. Gli utenti hanno segnalato tale ritardo sulla pagina Facebook dell’Istituto previdenziale. Così è intervenuto l’Inps ad offrire i chiarimenti tanto attesi.
A quanto pare le ragioni del ritardo dietro al pagamento Rdc ottobre sarebbero legate ai controlli incrociati che avvengono tra diversi enti. Per questa ragione oltre 70.000 domande sono in stand-by in attesa che vengano ultimati i suddetti controlli incrociati.
Nel messaggio pubblicato dall’INPS si legge che: “Non è stato possibile procedere il 27 ottobre con la pubblicazione dei rinnovi per circa 70.000 domande (su un totale di oltre 1 milione), a causa della mancata ricezione degli esiti di alcuni controlli. Si prevede l’invio delle relative disposizioni in una sessione di recupero.”
Così come confermato dall’istituto previdenziale sulla propria pagina ufficiale Facebook, in seguito a sollecito di alcuni utenti che lamentano di non avere ricevuto il reddito previsto ad ottobre, i ritardi sarebbero legati ai controlli effettuati mensilmente dall’INPS.
Si tratta di verifiche doverose che vedono l’incrocio di dati provenienti da altri enti. In base a quanto affermato dall’istituto previdenziale, il ritardo sarebbe imputabile agli enti che avrebbero dovuto fornire l’esito dei risconti effettuati in merito ai beni materiali.
Ci stiamo riferendo ai controlli periodici che l’Inps deve effettuare sui percettori, accedendo alla banca dati dell’ACI. Si tratta di informazioni relative ai veicoli posseduti dai percettori di Rdc o dai richiedenti, al fine di verificare i requisiti che permettono di accedere al sussidio economico.
Di fatto, in base alle regole che disciplinano l’erogazione del reddito di cittadinanza, per percepire il sussidio occorre non essere intestatari di auto e moto al di sopra di una certa cilindrata o di navi e imbarcazioni da diporto.
Per questo motivo, l’INPS effettua periodicamente dei controlli che prevedono all’incrocio di dati provenienti da altri enti. Queste comunicazioni incrociate possono determinare la mancata erogazione del sussidio, in seguito a ridarti.
C’è poi un altro caso sollevato dagli utenti sulla pagina Facebook dell’INPS che riguarda i genitori single. A quanto pare questa categoria di utenti non sarebbero più ricevendo la maggiorazione di €30 a figlio prevista dal decreto 230 del 2021.
Anche in questa occasione, l’INPS è intervenuto per fornire un chiarimento dovuto.
In base a quanto stabilito dal decreto 230 del 2021, i genitori entrambi lavoratori hanno diritto ad una maggiorazione di €30 a figlio. Purtroppo, per errore, tale maggiorazione è stata erogata fino a settembre anche in favore di coloro che crescono un bimbo da solo.
Così come spiegato da l’Istituto previdenziale questa categoria di cittadini non hanno diritto alla maggiorazione, che spetta solo alle coppie con due redditi da lavoro. Per questo motivo, coloro che hanno ricevuto indebitamente la maggiorazione dovranno procedere con il rimborso del contributo che, generalmente, avviene in automatico.
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