Dal primo gennaio 2022 l’esercente che non accetta i pagamenti con il bancomat o la carta di credito riceverà una multa doppia.
Un emendamento al decreto legge n. 152 del 6 novembre 2021, attualmente in commissione di Bilancio per l’approvazione alla Camera, prevede dal primo gennaio 2022, nei casi in cui l’esercente non accetta il pagamento di qualsiasi importo, tramite bancomat o carta di credito, rischierà una sanzione di 30 euro, aumentate del 4% che corrisponde al valore della transazione non effettuata.
Dal primo gennaio 2022, gli esercenti non potranno più trovare la scusa del “Pos guasto”, gli esercenti che rifiutano il pagamento con bancomat o carta di credito (valuta elettronica), avranno una amara sorpresa. Arriva un emendamento che prevede doppia sanzione per chi non si adegua al pagamento tracciabile. La prima sanzione è pari a 30 euro, e la seconda consiste nell’applicazione del 4% del valore della transizione per la quale si è rifiutato di effettuare il pagamento con valuta elettronica.
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Quindi, non sarà più sufficienti far vedere di avere il POS come prevede la normativa e poi, non utilizzarlo con l’escamotage della linea internet non funzionante, del POS guasto, eccetera. Il cambiamento si è reso necessario per continuare la lotta all’evasione fiscale. Questo ha comportato un inasprimento della normativa per evitare i numerosi “furbetti del Pos”. A cui si aggiungono i furbetti del mancato scontrino o fattura elettronica. Pagamenti in contanti dal 2022, cambiano limiti e regole: attenzione al Fisco
Inoltre, la sanzione non ha limiti di importo. Ad esempio, coloro che non accettano il pagamento con valuta elettronica, di un euro per un caffè, rischiano una multa pari a 30,40 euro (30 euro la multa fissa e 40 centesimi che corrisponde al 4% della transazione rifiutata di un euro).
Le associazioni si dividono in due, una parte accoglie la notizia come una norma attesa da tempo, Codacons afferma soddisfazione per la misura. Mentre, Confesercenti, considera il peso delle commissioni bancarie elevate e la norma che grava anche sui piccoli pagamenti è inopportuna.
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