Pershing Square hedge fund di Bill Ackman chiude in perdita la sua posizione da 3,1 milioni di azioni di Netflix.
L’investitore Ackman ha concluso nel peggiore dei modi il suo trading sul titolo di Netflix, con una perdita di circa 430 milioni di dollari.
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Nessuno stop loss ma la consapevolezza che la sua posizione accumulata a partire da gennaio, è stata una scommessa perdente, che ha trascinato in perdita anche il valore del colosso finanziario californiano. La decisione di Pershing Square di vendere tutte le sue azioni dopo la rivelazione del rapporto finanziario di Netflix ha portato la sua capitalizzazione di mercato sotto i 100 miliardi di dollari. Lascia sul terreno in un solo giorno oltre 50 miliardi di dollari. Le azioni che sfioravano a inizio anno i 600 dollari scambiano oggi intorno ai 215.
L’attività di Netflix ha sollevato dubbi tra gli investitori sul suo futuro e su quello dei suoi rivali. Tra gennaio e marzo la società ha dichiarato di aver perso 200.000 abbonati contro una stima di una crescita di 2,5 milioni di nuove sottoscrizioni. La decisione all’inizio di marzo di sospendere il servizio in Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina, ha provocato inoltre la perdita di 700.000 abbonati. Dall’inizio dell’anno, Netflix ha perso più del 62% della sua capitalizzazione, che ora è di circa 100 miliardi di dollari.
Alla luce dei recenti eventi, Pershing Square non è stata più in grado di creare aspettative realistiche sul futuro dell’azienda. Per questo motivo ha deciso di evitare un danno maggiore e mantenere il distacco necessario chiudendo l’operazione in perdita. Agire prontamente quando si scoprono nuove informazioni su un investimento che non è coerente con la nostra tesi originale è uno dei più importanti insegnamenti nel mondo del trading.
Con la compressione dei margini di guadagni anche a causa dell’inflazione, Netflix prevede una perdita di abbonati molto più rilevante nel trimestre in corso. In assenza di prospettive realistiche sul rendimento futuro dell’investimento meglio tagliare le perdite e lasciare correre i profitti. Nonostante i ricavi di Netflix nel primo trimestre abbiano avuto un incremento del 9,8%, quei 200 mila abbonati del primo trimestre uniti alla perdita di altri 2 milioni entro giugno, sono un campanello d’allarme impossibile da ignorare.
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