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Monete, occhio alla vecchia 50 lire: la sua valutazione è sorprendente, cercatela!

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Monete che hanno fatto la storia del nostro paese per la presenza incessante nel corso dei decenni. Oggi, chicche per collezionisti. 

Monete (Adobe)

Alcune monete entrano di diritto nella storia del paese che di fatto le ha coniate, le ha messe in circolazione e rese parte integrante del quotidiano dei propri cittadini. Molte di esse in base a caratteristiche particolare, composizione del metallo che di fatto le caratterizza, o magari una ridotta tiratura, oppure ancora una occasione particolare che ne ha determinato lo stesso conio acquisiscono negli anni un valore incredibilmente elevato. Altre invece si attestano su valutazioni quasi del tutto irrisorie proprio per la mancanza di quei fattori che in genere costituiscono per certi versi quel tocco in più, quasi prestigio.

Ci sono poi monete, come nel caso di questa che andremo ad esaminare che apparentemente non sembrano avere quelle caratteristiche proprie dell’esemplare che negli anni acquisisce un elevato valore, ma che poi, di fatto, si riscoprono di colpo rare o fortemente ricercate in base a logiche e dinamiche dettate anche e soprattutto dal contesto collezionistico. Esempio concreto, in questo specifico caso è la moneta da 50 lire, uno degli esemplari ai quali forse gli italiani sono più legati, forse per la sua persistente presenza praticamente dal dopoguerra fino al giorno del ritiro definitivo dalla circolazione della vecchia lira.

Monete, occhio alla vecchia 50 lire: caso per caso gli esemplari di maggior valore

Concentrandoci per l’occasione sulla moneta da 50 lire, possiamo dire che questo esemplare è stato coniato nel nostro paese dal 1954 fino al 2001, data in cui, cosi come anticipato si è di fatto lasciato campo libero alla moneta comunitaria. L’Italia che accoglieva la moneta da 50 lire era un paese che emergeva in maniera superba dalle fatiche e dalle tragedie della seconda guerra mondiale. Quella moneta, popolare quasi per definizione ha acquisito attraverso sue particolari versioni negli anni sempre maggior valore. Numerose infatti sono stati gli esemplari che in base a fattori quali la datazione o il particolare periodo hanno staccato in quanto a valutazione tutti gli altri.

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Le versioni della 50 lire ritenute dai collezionisti di maggior prestigio sono quelle coniate negli anni 1954, 1956, 1957, 1958, 1959, 1960, 1961 e 1962. Queste, definite “Vulcano 1°” sono caratterizzate dalla rigatura del contorno oltre che da un peso di circa 6,25 g con dimetro di 2,48 cm. Realizzate in Acmonital queste versione sono state prodotte incessantemente fino all’anno 1989. Il valore degli esemplari appartenenti a questa particolare versione è di fatto il seguente:

  • 1954:  sopra i 200 euro,
  • 1956 1957, 1962: sopra i 100 euro,
  • 1959, 1961: compreso tra 500 e 650 euro,
  • 1960: superiore a 800 euro,
  • 1958:  sopra i 1200 euro in condizioni di fior di conio

Discorso diverso invece per le versioni di 50 lire coniate tra il 1990 ed il 1995. Parliamo della famosa serie dal taglio piccolo che riguardò anche le monete da 100 lire. Non di certo rimaste nel cuore degli italiani per le dimensioni secondo molti troppo scomode da maneggiare. Quelle monete hanno comunque lasciato un buon ricordo tra i collezionisti. La versione definita “Fondo specchio”, infatti riscontra una valutazione di circa 15 euro a pezzo. Non male se si considera il valore nominale della moneta all’epoca della sua circolazione nel nostro paese.

Altra chicca, se cosi può essere riguarda poi la moneta da 50 lire coniata nel 1987, in quel caso protagonista è un madornale errore di conio. Uno dei numeri che compongono la data, il “7” per la precisione, appare molto più piccolo rispetto agli altri tre. Il “difetto” fa salire decisamente la valutazione della moneta in questione, in alcuni casi valutata anche 20 euro al pezzo. Monete insomma che possono rendere davvero fortunato chi ancora ne possiede qualche esemplare. Valutazioni certo non sempre eccezionali ma comunque importanti se si considera il valore nominale della stessa moneta. I collezionisti non smettono di cercare, e forse, alla fine potrebbero avere ragione.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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