Gerardo ed Elena hanno ricevuto l’invito al matrimonio di Gianluca e Fabiola. Una grande festa, una giornata indimenticabile e… un regalo da scegliere. Meglio un bonifico o la classica busta con i contanti? C’è un limite oltre il quale si rischia di avere problemi? La risposta potrebbe sorprenderti.
Gerardo ed Elena vogliono fare le cose per bene. Da amici di lunga data, desiderano regalare agli sposi una cifra importante per contribuire alle spese del viaggio di nozze.

Ma proprio mentre infilano i soldi nella busta, sorge un dubbio: “si può regalare qualsiasi somma in contanti oppure c’è un limite legale?”. Nessuno vuole problemi con il Fisco, e di certo non è il caso di trovarsi a discutere di normative durante una giornata di festa. Eppure, la questione non è così semplice. Il denaro contante è sempre più sotto controllo e ci sono regole precise da rispettare. Ma quali sono queste regole? E cosa rischia chi le ignora?
Regali in contanti: cosa dice la legge?
Il regalo in busta è un grande classico dei matrimoni, ma la normativa sui pagamenti in contanti è cambiata più volte nel corso degli anni. Oggi, in Italia, è possibile trasferire fino a 5.000 euro in contanti, senza necessità di bonifici o assegni. Superato questo importo, la donazione deve avvenire con un metodo tracciabile, per rispettare le norme anti-riciclaggio e garantire la trasparenza dei flussi di denaro.

Nel caso di un matrimonio, quindi, Gerardo ed Elena possono tranquillamente regalare fino a 5.000 euro in contanti agli sposi senza alcun obbligo di dichiarazione o tracciabilità bancaria. Se invece volessero offrire una somma più alta, dovrebbero preferire un bonifico, indicando nella causale la natura della donazione. In caso contrario, potrebbero esserci problemi con il Fisco, che potrebbe chiedere chiarimenti sull’origine del denaro e sulla sua destinazione.
Cosa succede se il regalo è “troppo generoso”?
Ma il problema non è solo il limite ai pagamenti in contanti. La legge italiana distingue tra donazioni di modico valore e donazioni più consistenti, che necessitano di un atto pubblico per essere valide. Una donazione troppo elevata, fatta senza l’intervento di un notaio, potrebbe addirittura essere contestata in tribunale. La Cassazione, con la sentenza n. 11304/1994, ha chiarito che per stabilire se una donazione è modica bisogna valutare due elementi: il valore della somma donata e la situazione economica del donante.
Per esempio, se Gerardo ed Elena hanno un patrimonio modesto, regalare 20.000 euro potrebbe essere considerato un importo troppo elevato per rientrare nella categoria delle donazioni di modico valore. In tal caso, sarebbe necessaria la presenza di un notaio per rendere il regalo pienamente valido e inoppugnabile. Al contrario, per chi possiede un grande patrimonio, anche somme più alte potrebbero essere considerate “modiche” e quindi libere da vincoli.
Quindi, oltre a rispettare il limite di 5.000 euro per i pagamenti in contanti, chi vuole regalare cifre più consistenti dovrebbe valutare attentamente come formalizzare la donazione. In caso di somme rilevanti, il rischio di contestazioni future non è da sottovalutare. Meglio pensarci prima, per evitare brutte sorprese.