Mentre Bitcoin lunedì scendeva sotto 39.000 dollari, nel giro di un’ora sono state liquidate posizioni long per oltre 100 milioni. Ecco i segnali che mostrano il futuro del trend della prima delle criptovalute.
Lunedì Bitcoin ha registrato una serie di liquidazioni arrivando a un supporto di prezzo che dimostra la tenuta del livello dei 40.000 dollari, entro cui è tornato a essere scambiato.
Tra le nazioni oggi più rappresentative per il destino della regina delle criptovalute c’è la Germania. Il Paese ha il maggior numero di nodi della rete Bitcoin dopo gli Stati Uniti. Le proporzioni di PIL e popolazione dimostrano quanto questo Paese europeo sia attivo nei confronti della criptovaluta.
Il destino della criptovaluta in Unione europea dipende molto dalla Germania, la prima nazione nel continente a riconoscere il Bitcoin con un valore sufficiente a essere classificati come strumento finanziario. Se gli sforzi compiuti a oggi non hanno comunque portato la criptovaluta a essere ammessa ufficialmente nel circuito finanziario europeo la Germania è stata la prima al mondo ad adottare la tecnologia blockchain.
Le attività sulle criptovalute non sono né emesse né garantite da una banca centrale o da un’autorità pubblica. Per questo motivo e sono attualmente al di fuori del campo di applicazione della legislazione dell’UE. Il Parlamento europeo sostiene che ciò può causare rischi per la protezione dei consumatori e la stabilità finanziaria. Lo scorso anno, la Germania ha compiuto il primo passo verso l’accettazione degli investimenti in criptovalute, approvando fondi speciali per investire in asset digitali.
L’analisi tecnica mostra come Bitcoin stia formando un pattern che può mostrare la direzione futura del prezzo. La criptovaluta sensibile ai dati sul Pil e sull’inflazione delle grandi economie come gli Stati Uniti ha risolto la ricerca di un prezzo comunemente accettato andando a ritestare l’ultimo supporto minimo intorno ai 38.000 dollari.
Storicamente, le pubblicazioni del CPI hanno la tendenza di generare volatilità a breve termine. I trader si stanno riposizionando dopo aver scontato: la pubblicazione del dato sull’inflazione del 11 aprile, il ponte delle vacanze pasquali e la relativa stabilità nel breve termine del corso della guerra in Ucraina. In questo contesto la pressione a ribasso può diminuire riportando il prezzo vicino ai 45.000 dollari.
Gli analisti mostrano che c’è un livello di supporto importante inferiore a quelli attuali. I 27.000 dollari rappresenta il prezzo dove gli investitori sono intervenuti con grandi volumi in acquisto. Ci sono buone probabilità che la tendenza prosegua in range almeno fino al 24 aprile quando si sconteranno gli esiti dell’elezioni presidenziali in Francia sulle prospettive economiche dell’Unione europea. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase di accumulazione. Una nuova dimostrazione di forza arriverà soltanto con ritorno al di sopra della resistenza grafica posta a quota 44.000 dollari
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