Qualche consiglio per i cittadini che hanno paura di vedersi eliminata l’invalidità se compiono questo errore. Chi non è connesso online è tagliato fuori!
Mai ci si sarebbe immaginati una condizione del genere, ma essere connesso Online sta diventando sempre più una prerogativa per conquistare benefici e non perdere agevolazioni. Vedersi l’invalidità eliminata per questo gesto chiamato oggi “errore”, sta facendo impazzire alcuni cittadini, ma l’INPS non retrocede, ecco cos’è successo.

Sembra assurdo, ma sono sempre di più gli aggiornamenti posti in essere che “tagliano” una grossa fetta di contribuenti per ottenere dei benefici. In questa tanto assurda, quanto complessa situazione, c’è l’ennesimo smacco figlio delle ultime novità sul piano legislativo e previdenziale. Il Welfare dovrebbe garantire la miglior qualità di vita possibile, peccato che di recente, non sia così.
Si tratta delle modifiche per il riconoscimento dell’invalidità civile. Infatti il “cavillo” della connessione online, potrebbe essere peggiore di quanto ci si sarebbe aspettati.
Non sei connesso online? Cosa fare per non vedere eliminata l’invalidità!
Ma com’è cambiata la procedura? Infatti, non si tiene solo conto del fatto di essere connesso online con l’INPS, quanto di una modalità che cambia fortemente i dettami principali. Non solo l’INPS è stato designato come unico e solo ente responsabile di ciò, ma anche oltre al nuovo iter, ci sono ulteriori termini e significati per definire la disabilità.

Si parla di “condizione di disabilità” e di “persona con disabilità”, due terminologie che cambiano tutto. Nell’iter vien posta in essere una valutazione di base e d un’altra multidimensionale, con il fine di realizzare un progetto il più personalizzato possibile sul lungo periodo.
Significa studiare le esigenze vere e concrete per creare un progetto di vita che rendi indipendente il più possibile, il soggetto protagonista della procedura innovata.
La questione verrà gestita con sistemi digitali e di archiviazione telematica. Lo stesso articolo 33 del DL n. 71, poi convertito in legge, ha già stabilito quali saranno le Province coinvolte nella sperimentazione delle novità. Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste. Il tutto da gestire con l’adozione di un regolamento preciso che determina i criteri per accertare la disabilità.
Si trattano specificatamente tre condizioni: neuro-divergenze come lo spettro autistico, sclerosi multipla e diabete di tipo 2. Sarà il Ministero della Salute a definirli in concerto con l’Autorità politica per la disabilità e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel frattempo, prima che venga emanato il decreto attuativo, l’INPS ha fornito indicazioni operative per avviare la sperimentazione.
In attesa dell’estensione della novità a livello nazionale da gennaio 2026, punto di riferimento è la circolare n. 42 del 17/02/2025. In essa si legge il procedimento per riconoscere l’invalidità civile nelle Province che invece non coinvolte nella sperimentazione.