Cambiamenti per l’inoltro della domanda telematica di quantificazione del TFS o TFR per i dipendenti pubblici, lo comunica l’INPS con un recente messaggio.
L’INPS ha comunicato le nuove modalità per la inoltrare la domanda di quantificazione del TFS o TFR per i dipendenti pubblici. Il servizio è disponibile già dal 28 dicembre secondo i nuovi applicativi SIN TFS e SIN TFR. I due nuovi applicativi riguardano sia l’anticipo agevolato secondo il Decreto legge n. 4 dell’anno 2019, sia la modalità ordinaria prevista dal DPR 180 dell’anno 1950.
Inoltre, per semplificare la procedura della domanda di quantificazione, è stata prevista una nuova funzione che permette di annullare la domanda inviata in precedenza. La nuova funzione è denominata “Rinuncia“.
L’INPS con il messaggio n. 4688 del 28 dicembre 2021 ha comunicato i nuovi servizi di semplificazione per la richiesta di quantificazione del trattamento di fine servizio (TFS) o del trattamento di fine rapporto (TFR). Inoltre, precisa che dal 28 dicembre, è già possibile accedere alla piattaforma con i nuovi servizi e con la nuova funzione di “Rinuncia” che permette di annullare la domanda precedente inviata. Infine, l’Istituto segnala che è disponibile un manuale con tutte le indicazioni e istruzioni di tutti i servizi online per la gestione dei servizi TFR e gestione dei servizi TFS, per i dipendenti pubblici. Il manuale è disponibile sul portale istituzionale INPS.
I dipendenti pubblici percepiscono la cosiddetta “buonuscita“, con tempi molto lunghi. Per ovviare a tale problema, il Governo Salvini – Di Maio, ha inserito nel Decreto legge n. 4/2019 la possibilità di anticipare il TFS o TFR. Si tratta di un finanziamento che consente di ottenere in tutto o in parte, la buonuscita maturata. Il tetto massimo richiedibile è di 45.000 euro, ed è erogata direttamente dall’Istituto di credito che ha aderito all’accordo quadro. Il finanziamento prevede tassi e condizioni agevolati. Liquidazione TFS – TFR | Come chiedere l’anticipo e quali sono gli interessi da pagare
La prima cosa da fare per ottenere il finanziamento è chiedere all’INPS la certificazione dell’importo soggetto alla cessione ai fini dell’anticipo. Per ricevere la certificazione, bisogna inviare domanda di quantificazione all’INPS, che provvederà al rilascio entro novanta giorni dall’inoltro della domanda. L’interessato potrà scaricare direttamente la certificazione dall’area riservata MyINPS.
Dopo che l’INPS ha reso disponibile l’autocertificazione, il richiedente può richiedere alle banche aderenti all’iniziativa, il finanziamento agevolato per un valore massimo di 45.000 euro, ma non oltre la prestazione dovuta al pensionato. Questo significa che se al pensionato spetta un valore inferiore a 45.000 euro, sarà riconosciuto un anticipo per il valore spettante. Le banche aderenti all’iniziativa, sono consultabile al portale istituzionale del Governo, è possibile accedere da qui all’elenco degli Istituti di credito aderenti all’accordo quadro
Inoltre, il pensionato può presentare domanda di quantificazione dell’anticipo TFS o TFR per i dipendenti pubblici, anche tramite il servizio dedicato alla Simulazione del TFS o inviando direttamente la domanda. È possibile anche farsi assistere dai Patronati nel disbrigo della pratica. Precisiamo che in sede di compilazione della domanda è richiesta la banca prescelta per l’operazione di finanziamento agevolato.
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