La maggior parte delle nazioni hanno regolamentato il mercato delle criptovalute, nei Paesi emergenti la situazione è in continua evoluzione.
Come dimostrato dai numerosi interventi sulle normative da parte di diverse nazioni, la regolamentazione delle criptovalute è ancora in essere, un processo in divenire. Le autorità finanziarie già da tempo hanno capito che demonizzare la moneta digitale non è la strada da seguire e negli Stati Uniti, in Unione Europea, negli Emirati Arabi Uniti e in America Latina sono state sviluppate normative ad hoc. A seguire le orme di questi Paesi anche gli ‘emergenti’ in Asia e Africa, dove la richiesta per transazioni in crypto è alta e il volume delle stesse è considerevole.
Parliamo di Stati come la Turchia, l’Indonesia, la Tailandia, Taiwan, le Seychelles, la Nigeria e il Sud Africa e sono solo alcuni di quelli segnalati dagli esperti – potremmo aggiungere India, Kenya, le Filippine e così via. Tuttavia, i movimenti più importanti si stanno registrando proprio in queste zone del mondo e le istituzioni stanno cercando di tenere il passo con i rapidi cambiamenti che il mercato subisce ogni giorno. Il quadro è diverso da nazione a nazione ma tutti (più o meno) stanno cercando di allinearsi.
Per quanto riguarda la Turchia, a giugno scorso il Parlamento ha adottato un nuovo sistema di normative che comprende il mercato delle criptovalute, il Capital Market Board of Turkiye (SPK) andrà a gestire i Crypto Asset Service Providers (meglio noti come CASP) e già settantasei società sono state registrate. Le iniziative annunciate sulla tassazione, invece, saranno posticipate fino al prossimo anno; tuttavia, l’obiettivo è introdurre delle imposte sulle crypto, considerandole come asset intangibili.
In Indonesia, cambia il regolatore delle cripto-attività a fine anno, con Bappetti, il CFTC, che passerà il testimone all’OJK, ovvero il SEC territoriale. Quest’ultimo dovrà occuparsi della questione della tassazione per la moneta digitale ma non è ancora chiaro quale possa essere la sua strategia, l’idea è di abolire la VAT ovvero l’IVA ma l’importo delle imposte sui guadagni da crypto potrebbe aumentare considerevolmente.
La Nigeria può vantare il mercato di criptovalute più sviluppato di tutta l’Africa, l’inflazione ha spinto la domanda per le criptovalute in vari Stati del continente. Inizialmente le autorità hanno provato a interrompere la circolazione delle stesse, questa l’intenzione della Central Bank, ma l’unica operazione messa in campo quest’anno è stata mettere al bando i foreign exchanges, incluso Binance.
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