Se non ci sono prospettive di risparmio bisogna crearle: ci sono vecchie monete che possono valere una fortuna!
Sembra un’utopia, una condizione irrealizzabile, ma ci sono delle vecchie monete racchiuse nel cassetto di un mobile dimenticato, che possono valere una fortuna. Se mancano possibilità di risparmio e guadagno nel 2025, ce le si può creare con delle entrate oneste. Si tratta di lire rare, ma non sotto tutte.

I collezionisti giocano in casa, perché sanno quali sono le più preziose. Stupisce sapere che sono le lire, soprattutto quelle coniate nel corso degli anni Cinquanta. Oggi sono impossibili da trovare, anche perché ormai di scambi di monetine ce ne sono ben pochi dato che si paga tutto mediante carta prepagata o addirittura con il Wallet degli Smartphone.
Ma chi non usufruisce di portafoglio digitale deve sapere quali sono le vecchie monete che possono valere una fortuna, e in che condizioni devono essere per diventare ancora più arricchenti. Alcune son state valutate decine di migliaia di euro!
Anno di conio, materiale, conservazione e periodo storico sono gli elementi che permettono di accrescerne il valore.
Vecchie monete che possono valere una fortuna: quali sono e quanto valgono?
Di seguito si elencano le lire più preziose, ovviamente si cercherà di farlo attraverso delle indicazioni abbastanza semplici. Grazie ai dettagli e alle incisioni, sarà ancora più semplice riconoscerle!

La prima in lista valutata “Fior di Conio”, cioè il massimo livello di ricchezza che può avere una moneta, è la “Lira Arancia” ammonta a 1500 euro se ben conservata. Da una parte ha una donna con corona di spighe, e dall’altra nientepopodimeno che… un’arancia! Del 1947 valeva 1 lira.
Sempre in tema di elementi della natura c’è la “Lira Spiga” che ha il valore base di 2 lire ed è dello stesso anno della precedente, e questa se ben conservata può ammontare fino a 1800 euro! Ha una spiga disegnata da una parte, e un contadino dall’altra.
Esiste anche una “Lira Uva” del ’46 con una donna con torcia su un lato, ed un grappolo d’uva dall’altro: valeva 5 lire. Realizzata con materiale rarissimo, l’Italma, misura 26,7 millimetri e ne pesa 2,5 di grammi. Nasce come una moneta prova, infatti ha questa scritta vicino al frutto. Se in condizioni eccellenti può valere 1200 euro.
Si cambia tipologia di disegno, si passa alla “Lira Delfino”: ha un delfino da una parte e un timone dall’altra. Anche questa con materiale Italma, ha un diametro di 2 cm e pesa 1 g. È del ’51, ma è stata prodotta fino al 2001. Quelle coniate fino al ’55, valgono 8 euro, mentre quelle del ’54 circa 15 euro per la qualità. Ma dal ’56 ne sono state coniate solo 400 mila da 5 lire, così ad oggi vale 2 mila euro quella conservata a FDC!
Dal ’67 in poi le lire coniate perdono di valore, ma sono comunque dei gioiellini. C’è la “Lira Vulcano” con raffigurato il personaggio nudo che batte il metallo all’incudine, e dall’altra parte una testa coronata di quercia con la scritta Repvublica Italiana. Vale a FDC fino a 110 euro, ma di base va da 20 a 50 euro.