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Alitalia: dal 15 ottobre cambia il nome, ma i problemi potrebbero restare

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Il 15 ottobre Alitalia cesserà di esistere in modo definitivo, mantenendo fino ad allora il brand che verrà ceduto attraverso una gara pubblica gestita dalla stessa compagnia aerea.

La scorsa settimana l’Ente Nazionale per L’Aviazione Civile ha dato a ITA l’autorizzazione a mettere a disposizione i suoi voli per il trasporto aereo. ITA ha ottenuto sia il Certificato di Operatore Aereo sia la Licenza di Esercizio di Trasporto Aereo.

In una complessa operazione economica la nuova compagnia aerea ha acquisito gli asset del settore volo con il supporto indispensabile del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ita potrà rinnovarsi rispetto ad Alitalia soprattutto sotto il profilo dell’efficienza economica nonché ecologica.

Il Governo ha istituito intanto un fondo di 100 milioni di euro di rimborsi, per coloro che avevano prenotato un volo con partenza oltre il 15 ottobre 2021, e per quelli che avevano accumulato sconti e vantaggi economici, usufruendo della convenzione Millemiglia.

Il brand Alitalia è un asset rinomato e indispensabile

Il brand Alitalia è un asset rinomato ed è indispensabile per ricevere la fiducia immediata del pubblico, fidelizzato nei decenni rispetto all’affidabilità dei servizi della compagnia di bandiera. Il brand il cui valore è stimato intorno ai 190 milioni di euro potrebbe comunque essere ceduto all’asta al miglior offerente, in quanto Ita nasce orientata a stabilire fin dall’inizio un’attività e un ingresso graduale nel mercato, sulla base di una forte solidità patrimoniale. La nuova compagnia aerea non ha attualmente le risorse economiche per far fronte a un acquisto del marchio Alitalia, ma potrebbe essere avvantaggiata da una sua concessione temporanea, affittandolo per almeno i primi tre anni.

Ita entro la fine del 2025 dovrebbe raggiungere una flotta totale di 105 aerei con 75 destinazioni e un fatturato che nello stesso anno raggiungerà i 3.329 milioni di euro. I primi utili secondo l’attuale pianificazione si avranno invece a partire dal 2023. Ita potrebbe perciò cominciare a vendere biglietti per i propri voli già in questi giorni, ma rimane insoluta una serie di problemi legati ad Alitalia, in particolar modo le incertezze sui presupposti di discontinuità economica, che l’Unione Europea ha voluto sottolineare per approvare il trasferimento delle risorse pubbliche sulla compagnia di bandiera, senza che questo possa rappresentare un ostacolo alla libera concorrenza sul mercato dell’eurozona.

La condizione di discontinuità economica implicherà che ITA non erediti i debiti di Alitalia, ma anche che non possa acquisirne direttamente gli asset a parte quelli strettamente necessari a portare a termine i servizi essenziali, mentre tutti gli altri dovranno essere venduti a un asta con partecipazione pubblica. Oltre a questi elementi ve ne sono altri di natura amministrativa che riguarderanno in particolar modo i passeggeri.

LEGGI ANCHE >> Alitalia è costata alle casse pubbliche 13 miliardi di euro: ecco come ci è riuscita

Biglietti aerei e personale in esubero verranno compensati da Ita?

Attualmente infatti Alitalia avrebbe venduto circa 225 mila biglietti, con prenotazioni successive al 15 ottobre, data oltre la quale l’azienda non potrà più erogare il servizio. I biglietti dovranno quindi essere rimborsati con l’intervento dello Stato o venire sostituiti con biglietti di un’altra compagnia aerea. Insieme a questi anche le convenzioni date dal programma Millemiglia potrebbero essere erogate da altre realtà nel settore, come Air France, KLM, Aeroflot o Delta Air Lines.

L’ultimo dubbio che sarà in grado di avere effetti immediati è quello sui lavoratori Alitalia che passeranno a Ita. Si prevede attualmente infatti che la nuova compagnia di bandiera possa acquisire meno di un terzo degli attuali diecimila impiegati Alitalia. Secondo il piano industriale di Ita si prevedono almeno 7.000 esuberi, con un programma di riassunzioni graduale che tra il personale per le attività di terra e quello di bordo, dovrebbe arrivare a 4000 nuove assunzioni nei prossimi quattro anni.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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