Sempre più italiani stanno guardando con attenzione a un investimento semplice ma spesso sottovalutato: il BTP a 16 anni.
E c’è una storia, quella di Massimiano, che racconta bene perché. Un investimento concreto, numeri alla mano, che mostra come pianificare con calma possa fare davvero la differenza. Cosa ha spinto Massimiano a scegliere proprio questo titolo? E cosa può succedere se i tassi d’interesse continueranno a scendere?
Massimiano ha 52 anni, due figli all’università e un obiettivo chiaro: costruire una base solida per la pensione tra 16 anni. Non ha mai amato il rischio, ma vuole mettere a frutto 100.000 euro fermi in conto.
La sua attenzione cade su un titolo di Stato ben preciso: il BTP Tf 1,8% Mz41 Eur, che offre un rendimento netto a scadenza del 3,95%. Più legge, più si convince. Questo strumento sembra perfetto per le sue esigenze: rendimento fisso, capitale garantito e una scadenza che coincide con la sua uscita dal lavoro. Quel che gli piace di più è sapere in anticipo quanto incasserà, senza sorprese o complicazioni. Non serve essere esperti di finanza per capire se conviene: basta fare due conti.
Massimiano compra il BTP al prezzo attuale di 72,43, spendendo quindi 72.430 euro per ogni 100.000 euro nominali. Alla scadenza, nel 2041, incasserà i 100.000 euro pieni, con un guadagno in conto capitale di 27.570 euro. A questo si aggiungono le cedole annuali dell’1,8%, pari a 1.800 euro lordi all’anno, che per 16 anni fanno 28.800 euro lordi, ovvero circa 25.200 euro netti dopo la tassazione del 12,5%.
Alla fine dei 16 anni, il rendimento totale sarà di oltre 52.000 euro netti, che equivale a un rendimento netto annuo del 3,95%. Non è un guadagno immediato, ma per chi cerca stabilità, è una proposta più che interessante. E soprattutto, è lo Stato italiano a garantire il rimborso. Non bisogna dimenticare che, rispetto ad altri strumenti finanziari, il vantaggio fiscale dei titoli di Stato è importante. La tassazione agevolata li rende ancora più competitivi.
Una delle ragioni per cui questo BTP è così attraente è lo scenario attuale. Molti analisti prevedono che la BCE inizierà a tagliare i tassi nei prossimi mesi. Se ciò avverrà, il valore di titoli come questo potrebbe aumentare, grazie alla loro duration modificata di 12,9. Un calo dell’1% dei tassi potrebbe far salire il prezzo del titolo anche del 12%, offrendo un’opportunità a chi volesse vendere prima della scadenza.
Certo, il mercato non è mai prevedibile al 100%. Ma chi, come Massimiano, punta a tenere il titolo fino al 2041, non si preoccupa troppo delle oscillazioni. Il vero valore di questo investimento sta nella sicurezza a lungo termine. E in un mondo dove tutto cambia in fretta, avere una certezza può valere più di mille promesse. Chi può dire cosa varranno tra 16 anni altri investimenti più “aggressivi”? Forse questo BTP, così tranquillo e costante, è proprio ciò di cui tanti hanno bisogno oggi.
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