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Fotovoltaico: nuove istruzioni sull’imposta per la gestione e lo smaltimento

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Nel corso degli ultimi dieci anni, il settore del fotovoltaico si è imposto come la maggiore fonte di energia rinnovabile in Europa.

Il motivo è chiaro considerando che oltre le società private questo tipo di installazione può essere effettuata e sfruttata negli ambienti domestici e ha dimensioni adattabili alle diverse esigenze.

Fotovoltaico (Adobe Stock)

Il cambiamento climatico viene limitato così da una soluzione semplice e a portata di tutti; questo anche grazie agli incentivi e agli investimenti che l’Ue ha voluto per raggiungere il suo obbiettivo di annullamento delle emissioni entro il 2050.

L’Europa può fare un ulteriore passo avanti per diventare totalmente sostenibile entro il 2050 realizzando il potenziale di energia del fotovoltaico sul tutto il continente. Secondo le stime, la produzione di fotovoltaico può aumentare arrivando entro il 2022 a un totale di 39 GW. Un surplus di energia sostenibile pari a 4,6 miliardi di metri cubi di gas naturale.

Il piano di investimenti complessivo dovrebbe portare almeno 1.000 gigawatt di impianti nei Paesi Ue entro il 2030. Per arrivare a queste cifre equivalenti all’incirca all’attuale capacità mondiale, l’Ue deve installare almeno 70 milioni di tetti solari entro la fine del decennio.

I tetti solari dovrebbero essere la norma per case ed edifici di nuova costruzione

I tetti solari dovrebbero essere la norma per le case di nuova costruzione e per le case che stanno subendo un’importante ristrutturazione. Lo afferma la lettera firmata dai ministri dell’Energia dei paesi Ue; è su questa tendenza che il fotovoltaico è cresciuto del 36% dal 2020. Al primo posto per utilizzo dell’energia solare c’è la Germania, seguita da Spagna e Paesi Bassi.

Un minor numero di combustibili fossili e una maggiore indipendenza e sicurezza energetica sono gli effetti positivi dell’espansione di questo mercato. Salvaguardare l’ambiente e risparmiare sui costi energetici a lungo termine è possibile soprattutto considerando nuclei famigliari di 3 o 4 persone, con consumi annuali superiori ai 2.500/3.000 kWh. Con un investimento di circa 7 mila euro è possibile un autoconsumo del 33% che renderà profittevole l’uso del fotovoltaico in circa 8 – 10 anni.

Il rovescio della medaglia della crescita del fotovoltaico

Il rovescio della medaglia di questa crescita è che molti impianti installati da almeno dieci anni sono oggi obsoleti o hanno perso prestazioni in termini di efficienza. In questo uno degli aspetti che va considerato quando si decide di realizzare un impianto fotovoltaico è lo smaltimento dei pannelli che arrivano a fine vita. A livello globale si calcola che entro i prossimi 30 anni saranno prodotti rifiuti per 78 milioni di tonnellate.

È anche per questo che l’Italia ha previsto nuove istruzioni per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici degli impianti incentivati in Conto Energia. Le novità principali prevedono una quota di 10 euro per gli impianti professionali o domestici di potenza inferiore ai 10 KW per ogni singolo modulo a garanzia delle operazioni di smaltimento. Lo smaltimento di un pannello non è complesso ed è riciclabile come altri prodotti di elettronica; è composto di vetro, plastica, alluminio, polvere di silicio e rame ed è riciclabile al 98%.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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