Negli ultimi anni, il fenomeno dell’emigrazione giovanile dal Sud Italia ha assunto dimensioni preoccupanti, contribuendo ad un progressivo svuotamento demografico delle regioni meridionali. Quali sono i motivi?
Secondo un rapporto ISTAT, tra il 2013 e il 2022 più di 800.000 persone hanno lasciato il Mezzogiorno, di cui il 70% sotto i 35 anni, in cerca di migliori opportunità di lavoro, studio o qualità della vita. Questo dato evidenzia un circolo vizioso: la carenza di prospettive locali spinge i giovani a partire, causando una perdita di capitale umano e una riduzione della forza lavoro qualificata.
Da qualche tempo però si cerca di arginare questo grave problema. Se hai un’idea di business e vivi in una delle regioni del Sud Italia, potresti essere sulla strada giusta per realizzare il tuo progetto grazie a Resto al Sud, l’iniziativa promossa da Invitalia per incentivare lo sviluppo imprenditoriale nel Mezzogiorno.
Questo bando offre un mix di finanziamenti a fondo perduto e prestiti agevolati, pensati per chi vuole avviare o ampliare un’impresa. Non è solo una questione di fondi: si tratta di dare vita a qualcosa di concreto e utile per il territorio.
In questo articolo vedremo cosa fare per accedere ai finanziamenti, i requisiti da rispettare e, soprattutto, daremo uno sguardo a storie di successo che possono ispirarti. L’obiettivo è farti capire che, con i giusti strumenti, il tuo sogno imprenditoriale può davvero diventare realtà.
Resto al Sud è un incentivo che punta a rilanciare l’economia del Sud Italia, favorendo l’apertura di nuove imprese. Ma chi può richiedere questi finanziamenti?
Per accedere al bando, devi soddisfare alcuni requisiti:
Avere un’età compresa tra i 18 e i 55 anni.
Risiedere in una delle regioni eleggibili: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Non avere un impiego a tempo indeterminato al momento della domanda.
Presentare un progetto imprenditoriale che rientri nei settori previsti dal bando: produzione di beni, fornitura di servizi, turismo, agricoltura e pesca.
Il bando copre fino al 100% delle spese ammissibili per avviare l’impresa, suddivise in:
50% come contributo a fondo perduto, senza obbligo di restituzione.
50% come finanziamento agevolato a tasso zero, da restituire in otto anni.
Un’opportunità unica, insomma, per chi vuole mettersi in proprio e costruire qualcosa di significativo nel proprio territorio.
Preparare la documentazione per il bando può sembrare complicato, ma con un po’ di organizzazione e chiarezza tutto diventa più semplice. Vediamo come procedere.
Il business plan è il cuore della tua candidatura. Deve dimostrare che il tuo progetto è fattibile, sostenibile e innovativo.
Alcuni elementi fondamentali da includere sono:
Analisi di mercato: chi sono i tuoi concorrenti e quali bisogni dei clienti vuoi soddisfare.
Strategia operativa: come intendi realizzare il tuo prodotto o servizio.
Piano finanziario: una stima realistica delle spese e dei ricavi previsti.
Tra i documenti principali da presentare ci sono:
Certificato di residenza.
Dichiarazione di disoccupazione o autocertificazione che attesti il non impiego a tempo indeterminato.
Copia del progetto imprenditoriale, completo di preventivi.
Una volta raccolto tutto, la domanda può essere inviata online tramite il portale di Invitalia.
I numeri parlano chiaro: migliaia di imprenditori hanno già ottenuto i finanziamenti di Resto al Sud e stanno contribuendo alla crescita economica del territorio. Ecco alcune storie che possono ispirarti.
Antonio, 32 anni, dalla provincia di Salerno, ha trasformato una piccola azienda agricola familiare in un caseificio innovativo, capace di esportare prodotti di qualità in tutta Europa.
Grazie ai fondi ricevuti, ha acquistato macchinari moderni e ha sviluppato un sistema di produzione ecosostenibile.
Luisa e Marco, coppia trentenne di Cagliari, hanno creato una start-up di turismo esperienziale, offrendo tour personalizzati per scoprire la cultura e le tradizioni sarde. I finanziamenti hanno permesso loro di lanciare una piattaforma digitale e acquistare attrezzature per le escursioni.
Giulia, ingegnere informatico, ha avviato una start-up tecnologica specializzata in soluzioni di cybersecurity. Grazie a Resto al Sud, ha potuto affittare un ufficio, assumere personale qualificato e partecipare a fiere internazionali, posizionandosi come leader del settore nel Sud Italia.
Una volta ottenuti i fondi, la vera sfida è trasformare il progetto in realtà. Ecco alcuni consigli per gestire al meglio questa fase.
È fondamentale tenere traccia di tutte le spese effettuate, in quanto sarai tenuto a fornire report dettagliati sull’utilizzo dei fondi.
Ogni progetto ha scadenze precise da rispettare. Mantieni una pianificazione accurata per evitare ritardi e problemi con Invitalia.
Se hai dubbi o difficoltà, non esitare a rivolgerti a consulenti o associazioni di categoria che possono aiutarti a superare gli ostacoli.
Resto al Sud è molto più di un semplice bando: è un’opportunità per contribuire al rilancio del Sud Italia e al tuo futuro professionale. Le storie di successo dimostrano che, con determinazione e un buon progetto, si possono ottenere risultati straordinari.
E tu? Sei pronto a cogliere questa occasione? Se hai un’idea nel cassetto, questo potrebbe essere il momento giusto per farla diventare realtà. Non lasciare che il tuo sogno rimanga solo un’idea: investi su di te e sul tuo territorio!
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