Cosa c’entra il TFR con il divorzio? Attenzione ai malumori con gli ex, come difendersi nel caso in cui ci si ritrovasse con spalle al muro
Le separazioni e i divorzi sono in costante aumento, i dati Istat parlano. Un fenomeno che riflette il cambiamento dei legami familiari e sociali, che da una parte ha un ché di positivo: quando le cose non vanno, si va via; dall’altra parte mostra quanto siano diventati fragili i legami che ci uniscono, frenetici e superficiali come le vite che viviamo.

Secondo l’ISTAT, ogni anno migliaia di coppie italiane decidono di porre fine al loro matrimonio, spesso senza conoscere i dettagli economici e legali che questa scelta comporta. Tra i temi più delicati spicca per esempio il trattamento di fine rapporto di lavoro, più comunemente chiamato con la sigla TFR, una questione che può incidere profondamente sulle finanze di entrambe le parti, nei casi in cui si parlasse di separazione.
È quindi fondamentale essere consapevoli delle implicazioni del TFR sia per chi sta attraversando un divorzio sia per chi desidera prevenire future problematiche.
TFR e divorzio: quando l’ex ha diritto a una quota
Il TFR, cioè il Trattamento di Fine Rapporto, rappresenta una somma che il lavoratore riceve alla fine del rapporto di lavoro, come liquidazione. Perché in caso di divorzio può diventare un diritto perso? In alcuni casi, durante il divorzio, l’ex coniuge potrebbe avere diritto a ottenere questa somma per determinati criteri.

Nel caso in cui si parla di matrimonio con rito civile, e se l’ex coniuge deve percepire un assegno continuativo per via del degli accordi del divorzio, il TFR può essere ceduto per contribuire all’assegno continuativo, ma solo per quanto riguarda quelle somme che si sono maturate durante il matrimonio, escludendo quelle che poi si sono maturate in seguito, e quelle invece maturate prima.
Si dovrà cedere anche nel caso in cui l’azienda lo abbia accantonato in un fondo esterno, infatti al momento della liquidazione è proprio l’ex coniuge stesso a poter richiedere la sua parte direttamente al fondo o all’azienda. Per proteggere il proprio TFR durante un divorzio, è essenziale quindi agire con attenzione.
Innanzitutto si potrebbero stipulare degli accordi preventivi come un accordo patrimoniale, poi pensare a una rinegoziazione dell’assegno divorzile, e infine, nel caso fosse necessario, ricorrere sempre a un’assistenza legale, un avvocato esperto in diritto di famiglia che possa fare la differenza nella gestione delle questioni patrimoniali.