Dazi di Trump: cresce la pressione sull’economia globale, rischio recessione?

Trump ha confermato l’imposizione dei dazi sui beni importati. Quali saranno le conseguenze per l’economia europea e globale?

Dopo una lunga attesa, il “Liberation Day” è arrivato e, mercoledì 2 aprile, Donald Trump ha ufficializzato i dazi sui prodotti importati. La decisione del Presidente statunitense ha causato non poche preoccupazioni, a causa delle possibili ripercussioni sul contesto economico e finanziario, già notevolmente precario.

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Dazi di Trump: cresce la pressione sull’economia globale, rischio recessione? (trading.it)

Ora si teme per l’innalzamento generalizzato dei prezzi e una drastica riduzione della domanda da parte non solo dei consumatori ma anche delle imprese. Non è ancora possibile fare previsioni dettagliate, ma è certo che la politica commerciale statunitense produrrà effetti a livello mondiale. Trump è sicuro che la manovra porterà a un rafforzamento dell’industria americana, ma per gli analisti potrebbe esserci ben altro.

Dazi al 10% su tutte le merci e “tariffe reciproche”: tutti i numeri del progetto di Trump

In che modo agiranno i dazi sulle importazioni? La decisione di Donald Trump e del suo governo è stata orientata sull’imposizione delle imposte al 10% su tutte le merci e di percentuali più elevate nei confronti delle Nazioni che perseguono politiche commerciali ostili all’economia statunitense.

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Dazi al 10% su tutte le merci e “tariffe reciproche”: tutti i numeri del progetto di Trump (trading.it)

Nel dettaglio, per l’Europa, le tariffe saranno del 20%, visto che, come ha affermato lo stesso Trump, “i Paesi dell’Unione Europea sono stati molto duri e tosti sul piano commerciale; ci hanno derubato tantissimo, hanno imposto dazi per il 39% del valore e noi, in risposta, applicheremo il 20%“. Per l’Italia, la stangata sarà pesante, visto che finora ha destinato il 24% dell’export totale agli USA.

In Occidente, si salva solo la Gran Bretagna, per la quale la percentuale impositiva è stata fissata al 10%. Le imposte saranno abbastanza elevate anche per i Paesi asiatici (Cina 34%, Thailandia 38%, India 27%, Indonesia e Taiwan 32%).

Sono state, poi, previste delle regole ad hoc per quanto riguarda specifici prodotti. Su acciaio e alluminio già si applicano le tariffe al 25% dal 12 marzo, mentre la stessa percentuale è stata decisa per tutte le automobili e la relativa componentistica. Mentre i dazi base al 10% saranno in vigore dal prossimo 5 aprile, quelli reciproci si applicheranno dal 9 aprile 2025.

In che modo i dazi incideranno sull’economia mondiale?

L’Europa ha annunciato, nelle scorse settimane, che farà tutto il possibile per limitare i danni economici derivanti dai dazi. Ogni Paese cercherà di reagire trovando soluzioni autonome e, soprattutto, stringendo nuove alleanze commerciali a lungo termine, per rimediare alle perdite della domanda americana.

Ma, secondo gli esperti, le tariffe imposte nuocerebbero anche allo stesso apparato economico e finanziario statunitense. Nonostante il fine di Trump sia favorire la produzione americana e attirare la produzione estera, le imposte rischiano di causare un aumento dell’inflazione e, di conseguenza, frenare la crescita anche degli USA. Come ha sottolineato Antonio Fatas, macroeconomista presso la business school INSEAD, i dazi potrebbero addirittura portare a una recessione.

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