Ennesima minaccia per gli utenti Android, pare che l’utilizzo di alcune app possa mettere a repentaglio i portafogli di criptovalute.
È stato uno dei ricercatori di McAfee, colosso che si occupa della sicurezza online da decenni ormai, a illustrare i dati raccolti attraverso la campagna SpyAgent. La scoperta ha dell’incredibile: circa trecento le applicazioni che sarebbero in grado di sottrarre i dati sensibili degli utenti.
In particolare, il team si è concentrato sul sistema Android passando in rassegna le app presenti all’interno del Google Play Store – e non solo – e svelando come le minacce siano ben più numerose e serie di quello che inizialmente si pensasse.
Tra l’altro le informazioni sottratte sarebbero gestite minuziosamente dai malintenzionati attraverso un vero e proprio pannello amministrativo, catalogate poi per mezzo di alcuni script Python e Javascript. Secondo quanto rivelato da SangRyol Ryu di McAfee, sembra che vengano sfruttate soprattutto le configurazioni di sicurezza più deboli. Il consiglio degli esperti è spassionato: utilizzare solamente le applicazioni ufficiali, cercando di conservare con cura password e credenziali.
Un report dettagliato quello diffuso dagli sviluppatori di McAfee nei giorni scorsi, all’interno una lista delle app dannose su Android che stanno mettendo a rischio i tesoretti in criptovalute di migliaia di persone. A quanto pare l’epicentro della minaccia sarebbe partito dalla Corea del Sud e si starebbe allargando a velocità impressionante, fino ad arrivare in Europa; le ultime segnalazioni, ad esempio, provengono dal Regno Unito.
Insomma, i malintenzionati non si sarebbero lasciati impensierire né dai confini geografici né dalle barriere linguistiche. Tra l’altro avrebbero anche architettato un efficace sistema per eludere i meccanismi di rilevamento e di protezione, una sorta di string encoding, come spiegano da McAfee. Nello specifico, le applicazioni dannose che di solito vengono camuffate per sembrare piattaforme bancarie, di streaming o governative, andrebbero a reperire i dati sensibili attraverso le immagini presenti all’interno degli smartphone, utilizzano il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR).
Al momento l’unico modo per contrastare l’operato di questi hacker – se così si possono definire – è cercare di conservare le informazioni personali e le credenziali nel miglior modo possibile e quindi non salvandole tramite screenshot, oltre a non scaricare sul proprio dispositivo app non certificate oppure non presenti sul Google Play Store.
Chi avrebbe mai pensato che un investimento come un BTP potesse nascondere una sorpresa così…
Finalmente una buona notizia, bonus Pasqua ai pensionati, ma è un beneficio per tutti? Anche…
Trump ha confermato l'imposizione dei dazi sui beni importati. Quali saranno le conseguenze per l'economia…
Ti sei mai chiesto se rifiutare un piano di recupero delle assenze possa costarti il…
Due bonus per aiutare i cittadini italiani: sono cumulabili, si possono quindi ottenere entrambi ma…
Quando tutto sembra crollare, c’è chi resta fermo e chi vede un’opportunità. Andrea ha un’idea…