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Conviene passare al Pellet oppure no? Il rialzo dei prezzi – ma non solo – e i dubbi su come riscaldarsi quest’inverno

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Siamo alla fine di agosto, ancora fa caldo, ma gli italiani pensano al prossimo inverno: conviene passare al Pellet oppure no? La domanda è più che lecita.

Gli aumenti della materia prima stanno mettendo in difficoltà cittadini e imprese. Il nostro Paese non vive, fortunatamente, inverni particolarmente rigidi. Ma dobbiamo riscaldare le case, da nord a sud. Quest’anno sembra che sarà uno dei problemi principali.

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Le notizie che girano in questi giorni non sono affatto rassicuranti. Si (ri)comincia a parlare di razionamenti, di tagli all’illuminazione notturna, e persino agli impianti di riscaldamento condominiali e comunali. Il prezzo del Gas è alle stelle e anche quello del Pellet è praticamente triplicato. Ma prima di andare a comparare caldaia a gas con la stufa a Pellet cerchiamo di capire qual è la situazione attuale.

Con il conflitto in Ucraina l’approvvigionamento del Gas è diminuito drasticamente e il prezzo della materia prima è schizzato ai massimi storici. Gli italiani, non appena hanno intuito che il prossimo inverno sarà dura riscaldarsi senza perdere tutti i risparmi, hanno pensato alle alternative. Sono state individuate le biomasse, come il Pellet. Qualcuno ha pensato di fare scorta in anticipo, sfruttando il risparmio estivo sulle bollette del riscaldamento.

Purtroppo l’aumento della domanda e la poca offerta hanno fatto triplicare il prezzo del Pellet. Oggi per un sacco da 15 Kg dobbiamo spendere anche fino a 15 Euro, contro i 4-6 Euro di pochi mesi fa. Il problema risiede innanzitutto nella scarsità di disponibilità. Il Pellet arrivava dall’Ucraina e dalla Russia e ora sappiamo che non è più possibile importarlo. L’Italia non ne produce ma lo acquista da altri Paesi, come Bosnia, Serbia e Croazia. Che per motivi legati sempre al conflitto hanno “chiuso” l’export. Qualcosa arriva dalla Germania e dalla Romania.

Conviene passare al Pellet oppure no? Il rialzo dei prezzi e altri fattori da considerare

Dopo aver letto quanto sopra verrebbe da pensare che il problema principale del Pellet sia l’aumento di prezzo. Ma anche avendo disponibilità economiche, ci sono altri fattori da prendere in considerazione. Soprattutto per quanto riguarda la reperibilità. Con le attuali problematiche logistiche e l’eccessiva domanda il rischio è che i fornitori consegnino in ritardo e che si accumulino ordini in sospeso. In soldoni, anche se ho il denaro sufficiente potrei non trovare i sacchi di Pellet.

Per passare a questo tipo di impianto di riscaldamento, poi, è necessario dotarsi di caldaia apposita. Anche in questo comparto è cresciuta la domanda, e dunque si rischia di non trovare una stufa, o di vedersela consegnare a inverno inoltrato. Gli esperti parlano di ritardi sull’installazione fino alla primavera del 2023.  Chi vuole riscaldare la casa in modo alternativo, dunque, ha ancora poco tempo per organizzarsi.

Infine, c’è un altro aspetto che forse non tutti considerano. Il Pellet è un ottimo modo per scaldare la casa, ma non è detto che sia adatto a tutte le situazioni. Immaginiamo, ad esempio, una persona sola o anziana, che deve recarsi a comprare i pesanti sacchi molto spesso. Ce ne vuole almeno uno al giorno, considerando l’uso per un appartamento medio di 100 metri quadri. Oppure pensiamo a chi rimane fuori casa  fino alla sera e non ha il tempo di ricaricare/controllare la stufa.

Non esiste, ovviamente, una soluzione univoca che vada bene per tutti e per tutte le tasche. Di certo c’è che la situazione è preoccupante su tutti i fronti, e che se le cose non cambiano gli italiani rischiano di passare un inverno al freddo e al buio.

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