Conviene ancora investire nei buoni fruttiferi? Giorgio ha fatto due conti

Cosa faresti se un investimento che ti sembra sicuro ti facesse invece perdere valore ogni anno? Giorgio, storico risparmiatore delle Poste Italiane, si è trovato davanti a un bivio.

Da una parte il nuovo Buono 4 anni Plus, dall’altra un BTP decisamente più generoso nei rendimenti. Questa non è solo una questione di numeri, ma un vero cambio di prospettiva. Dietro questa scelta si nasconde molto di più di quanto sembri, e potrebbe riguardare anche te.

Persona che fa dei calcoli mentre mette una moneta nel salvadanaio
Conviene ancora investire nei buoni fruttiferi?-trading.it

Giorgio è uno di quei risparmiatori fedeli alle vecchie abitudini. Da anni si affida ai Buoni Fruttiferi Postali, che considera affidabili e facili da capire. Quando è uscito il nuovo Buono 4 anni Plus, la sua attenzione si è subito accesa. Rendimento fisso, durata contenuta, capitale sempre rimborsabile. Sulla carta, sembrava perfetto. Ma poi ha guardato meglio il rendimento: 1,25% lordo annuo, fisso. E lì ha avuto un dubbio.

Il suo amico Aniello, più esperto di titoli di Stato, gli ha subito parlato di un’alternativa concreta: il BTP Tf 3,85% Dc29 Eur. Giorgio, incuriosito, ha deciso di confrontarli sul serio, mettendo sul piatto 50.000 euro. La differenza tra i due strumenti lo ha spiazzato.

Il Buono 4 anni Plus: sicurezza sì, ma a quale prezzo?

Il Buono 4 anni Plus ha dalla sua parte la tranquillità. Il rendimento è predefinito e garantito a scadenza, e puoi chiedere il rimborso in qualsiasi momento, anche se senza interessi se esci prima dei 4 anni. Giorgio, facendo i conti, si è reso conto che dopo quattro anni si ritroverebbe con circa 52.200 euro netti. Una crescita contenuta, che fatica a tenere testa all’inflazione.

Monete che crescono come piante
Il Buono 4 anni Plus: sicurezza sì, ma a quale prezzo?-trading.it

Per chi punta a conservare il capitale con serenità, può andare bene. Ma a ben vedere, la sicurezza di oggi rischia di tradursi in perdita di potere d’acquisto domani. E se si pensa che i rendimenti sono risaliti negli ultimi mesi, quel 1,25% comincia a sembrare davvero poco generoso.

Il BTP 3,85%: un’opportunità più interessante?

Il BTP proposto da Aniello, invece, ha un rendimento lordo effettivo del 2,83%, che al netto delle imposte si traduce in un 2,36% annuo. Anche considerando il prezzo di acquisto sopra la pari (104,52), il risultato è comunque più alto: alla scadenza, Giorgio otterrebbe circa 54.720 euro netti, ben 2.500 euro in più rispetto al buono postale.

Certo, i BTP possono fluttuare, ma tenendolo fino alla fine, Giorgio non dovrebbe preoccuparsi. In più, le cedole semestrali garantiscono un’entrata costante. Insomma, un’opzione più redditizia, senza essere troppo lontana dal profilo prudente di Giorgio.

La sua scelta ora non è più tra Poste e Tesoro, ma tra restare nel passato o aprirsi a nuove opportunità. E tu, al posto suo, cosa faresti?

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