Le banche e il Fisco comunicano tra loro, e molte operazioni su conto corrente (versamenti e prelievi) sono soggette a controllo.
Le banche sono tenute a comunicare all’Agenzia delle Entrate i rapporti che intrattengono con i clienti. Ad esempio: cassette di sicurezza, conto corrente e gestione titoli. Inoltre, in merito ai conti correnti, sono tenute a dichiarare qual è il saldo e i movimenti di entrata e di uscita (bonifici/versamenti e prelievi).
Questo non significa che l’Agenzia delle Entrate utilizza questi dati per effettuare verifiche fiscali. Ma, effettua controlli sui bonifici e versamenti in entrata, effettuati in contanti, in quanto possono insospettire il Fisco poiché potrebbero essere introiti non dichiarati nella dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate se nota qualcosa di sospetto, può chiedere spiegazioni sulle singole operazioni e giustificazione idonee, altrimenti sono considerate somme soggette a tassazione.
Ed ecco perché è importante tenere traccia di tutto, spesso accade che il genitore effettui una donazione al figlio per l’acquisto dell’auto o della casa, versando i soldi sul conto corrente. Ma, bisogna fare molta attenzione, perché la donazione è soggetta a tassazione e deve essere effettuate con regole specifiche. Donare soldi ai figli evitando il controllo del Fisco: ecco la soluzione
Anche la banca può chiedere spiegazioni scritte e sulle operazioni di versamento e prelievi sul conto corrente. Questo perché è soggetta alla normativa dell’antiriciclaggio.
Il fine dell’antiriciclaggio è quello di evitare che capitali provenienti da operazioni illecite siano utilizzati sia utilizzati sui conti correnti senza destare sospetti. Questa normativa ha come obiettivo quello di contrastare il passaggio del denaro sporco nel mondo economico – finanziario.
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Gli istituti di credito possono esigere che il clienti fornisca motivazioni idonee per i prelievi su conto corrente che raggiungono un importo di almeno 10.000 euro in un mese. Questa comunicazioni sono valutate ed eventualmente trasmesse all’Agenzia delle Entrate per effettuare maggiori controlli.
Se il clienti effettua dei versamenti in contanti o con assegni sul proprio conto corrente, se l’operazione non è consueta, la banca deve procedere ad una prima verifica. In questo caso, la banca, chiede documentazione a supporto del versamento. Ad esempio, nel caso di un versamento di assegno che proviene da una compravendita immobiliare, il cliente dovrà esibire alla banca la copia dell’atto della vendita immobiliare.
Il cliente può anche rifiutarsi di presentare la motivazione scritta, perché non è obbligato. Ma, la banca a quel punto, dovrà segnalare l’operazione all’Uif (Unità di Informazione Finanziaria) in base alla normativa sull’antiriciclaggio.
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