Quando è il momento di andare in pensione è opportuno fare il conteggio contributivo, ma occorre prestare attenzione ai versamenti che l’INPS non considera.
Generalmente maggiore è la quota contributiva e, dunque, il numero di anni in cui si è effettuato il versamento, più alto sarà l’assegno di pensionamento. Almeno questa è la regola generale, che permette di capire come funziona il meccanismo del sistema pensionistico italiano.
Tuttavia, può capitare che nell’arco della carriera lavorativa ci siano dei contributi che non rientrano nel computo del monte contributivo. Si tratta di contributi che non sono utili al calcolo della pensione.
Questa fattispecie può verificarsi quando l’anno di contribuzione in questione è stato già coperto.
Quando un lavoratore dipendente svolge anche un’attività da libero professionista, può accadere che un anno di contribuzione sia già stato coperto. Quando si verifica una circostanza del genere, occorre capire come funzionano i versamenti contributivi avvenuti in un’altra cassa, diversa da quella gestita dall’INPS.
Infatti, in base alla cassa in cui si versano i contributi varia anche il calcolo della percentuale. Inoltre, secondo quanto stabilito dalla normativa in vigore se l’attività di libero professionista è un secondo lavoro, i contributi versati sono ridotti circa alla metà rispetto al versamento ordinario.
Se il professionista è tenuto ad iscriversi alla Gestione separata INPS, l’aliquota contributiva diminuisce e passa dal 33% al 24%.
Alla luce di quanto detto finora, è dunque chiaro che in determinati casi può accadere che un lavoratore versi due volte la contribuzione per lo stesso periodo. Questa circostanza si verifica la maggior parte delle volte quando un lavoratore dipendente svolge anche un’attività da lavoratore autonomo.
Diverso è il discorso per artigiani e commercianti. Per questa categoria di lavoratori, se l’attività principale risulta essere quella da dipendente, il soggetto interessato non deve iscriversi alla cassa commercianti. In questo caso, il doppio versamento avvenuto nello stesso periodo permette di ottenere una pensione più alta al momento del calcolo.
Un maggior versamento di contributi non garantisce al commerciante o all’artigiano un trattamento di favore in materia di uscita dal posto di lavoro.
Ciò vuol dire che se un commerciante o un artigiano versano contributi per 12 mesi come dipendenti e 12 mesi di contributi come lavoratori autonomi, nello stesso periodo, questi contributi non vengono calcolati come due anni, ma come un unico anno in cui il monte contributivo è più alto.
Di conseguenza, l’assegno percepito al momento della pensione sarà più alto in virtù del doppio versamento.
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