La Germania è alle prese con l’approvvigionamento del gas, lo stoccaggio insufficiente può creare una crisi in tutta l’eurozona.
Le forniture di gas dalla Russia drasticamente ridotte mettono alla prova il Paese nonchè la prima economia della zona euro.
Questo mese gli impianti di stoccaggio di gas naturale sono stati riempiti per oltre il 75% con due settimane di anticipo rispetto alla tabella di marcia.
Il governo di Olaf Scholz aveva inizialmente previsto che l’obbiettivo sarebbe stato raggiunto il 1° settembre. A scalare di un mese l’uno dall’altro i prossimi obiettivi sono l’85% e il 95% entro il 1° novembre. L’incertezza rimane alta e l’operatore del mercato del gas tedesco, Trading Hub Europe, ha rivisto a rialzo la spesa delle famiglie tedesche. Per il gas i tedeschi pagheranno circa 500 euro in più all’anno.
Contrariamente da quanto può sembrare, non si tratta però di una spesa dovuta al prezzo di mercato del gas ma a una imposta sul consumo pari a 2,419 centesimi per chilowattora (kWh). Il prelievo che partirà dal primo ottobre aiuterà le maggiori società coinvolte nella distribuzione a diminuire la domanda e incentivare il risparmio. Il tutto rimarrà in vigore almeno fino all’aprile 2024.
L’alternativa sarebbe stata il collasso del mercato energetico tedesco, e con esso la crisi sistemica dei Paesi dell’eurozona.
L’impennata dei costi energetici sta facendo lievitare l’inflazione e limitando la capacità di spesa dei cittadini. Il drastico mutamento delle politiche energetiche dipendenti dal petrolio e dal gas russo, sta mettendo alla prova i governi che lottano per sostenere le forniture per il prossimo inverno.
Entro questo inverno la Germania dovrebbe raggiungere lo stoccaggio secondo i suoi obbiettivi; tuttavia, il problema economico potrebbe presentarsi nella primavera perché l’incertezza prolungata sta danneggiando gli investimenti e contraendo i consumi.
Secondo la società di consulenza energetica Rystad Energy, solo Francia, Spagna e Italia sono paragonabili in termini di rapporto tra dimensioni e consumo di gas alla Germania. Tuttavia, i tre Paesi hanno ridotto la loro dipendenza con l’uso dell’energia nucleare, l’importazione di GNL nonché nuovi accordi con i Paesi africani. Francia, Spagna e Italia hanno raggiunto scorte che sono rispettivamente del l’87%, dell’81% e del 77 per cento. Se tutto andrà come previsto l’obbiettivo dovrebbe essere raggiunto per tutti entro i prossimi due mesi.
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