Chi usufruisce di alcuni bonus può chiedere la cessione del credito: essa può essere richiesta sia in banca che alle Poste. Quale dei due istituti offre le condizioni migliori? Cerchiamo di rispondere a questa importantissima domanda.
Come già detto in precedenza, la cessione del credito legata ai vari bonus edilizi può essere effettuata anche in favore di una banca e di Poste Italiane. In merito a ciò, in molti si chiedono verso quale dei due istituti sia più conveniente effettuare tale operazione. Entrambi, infatti, presentano delle condizioni contrattuali molto differenti che fanno propendere verso l’uno o l’altro.
In favore di quale, però, risulta essere più conveniente effettuare la cessione del credito? Cerchiamo di rispondere insieme a questa domanda che, in realtà, non è così semplice come sembra.
Negli ultimi mesi, la cessione del credito legata ai bonus edilizi ha subito diverse modifiche legate ad un quadro legislativo decisamente instabile. Il primo intervento normativo, infatti, ha bloccato le cessioni multiple che, però, sono state reintrodotte dopo poco tempo. A seguito di un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate, infatti, il decreto Frodi le ha nuovamente ripristinate.
In un contesto legislativo così instabile, inoltre, sono arrivate anche delle modifiche nelle condizioni contrattuali poste da Poste Italiane. L’azienda, infatti, ha abbassato il platfond di crediti cedibili che, al momento, arrivano ad un massimo di 150000 euro. Inoltre, al momento l’azienda accetta solo le prime cessioni dei crediti.
Tali limitazioni, al contrario, non influenzano questa operazione se i crediti vengono ceduti, ad esempio, in favore delle banche: le condizioni contrattuali, in questo caso, sono sempre le stesse e non hanno subito variazioni. Dunque, ad un’analisi più approfondita le condizioni offerte dalle banche si presentano, sicuramente, più stabili e convenienti rispetto a quanto stabilito da Poste Italiane per contratto.
In una recente intervista, il presidente di Confartigianato Marco Granelli ha lanciato un appello a Poste Italiane. Nel dettaglio, infatti, egli ha sottolineato le ripercussioni negative per le imprese derivante dai recenti cambiamenti nelle condizioni offerte dall’azienda. “Tutto questo, senza alcuna preventiva comunicazione che consentisse alle aziende una adeguata riprogrammazione della propria attività, magari verso altri operatori intermediari“, ha sottolineato.
Ad oggi, dunque, sono numerosi gli imprenditori che si vedono rifiutare, senza motivazione alcuna, pratiche già avviate. Molte attività a causa di tutto ciò, rischiano di vedere compromessi i propri affari.
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