Sul rimborso di stato, il cashback, i numeri parlano chiaro: ha avuto un grande successo!
A molti hanno fatto davvero piacere i soldi che si sono trovati versati, per un massimo di 150 euro, direttamente nel proprio conto nel mese di agosto scorso, Era l’ultima, per ora almeno, tranche di pagamento del famoso cashback. Iniziamo allora ricordando di cosa si tratta e come finora ha funzionato.
A partire dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il cosiddetto cashback di Stato che prevedeva il rimborso del 10 per cento delle spese effettuate con sistemi di pagamento elettronici nei negozi fisici. Non è stato ritenuto valido invece gli acquisti online. Il cashback era una delle misure del “Piano Italia cashless” ideate per spingere i pagamenti digitali, disincentivare l’uso del contante e contrastare l’evasione fiscale.
Nei progetti del Governo era un rimborso dato dallo Stato ai cittadini per gli acquisti pagati con carta o dispositivi mobile. Il cashback è stato accreditato direttamente sul conto corrente. Il rimborso è stato riconosciuto ogni sei mesi per un massimo 150 euro a semestre. Per ottenerlo bisognava fare almeno cinquanta pagamenti, ognuno di massimo 150 euro, a semestre.
Inoltre era stato previsto anche il super cashback: i primi 100mila utenti registrati che avessero superato le 50 operazioni di pagamento e raggiunto il maggior numero di pagamenti cashless in sei mesi avrebbero ottenuto 1.500 euro in aggiunta al cashback standard.
Questa misura è stata piuttosto discussa, come spesso accade ci si è divisi fra favorevoli e contrari. Ma per dare un giudizio meglio lasciar parlare i numeri sia dei partecipanti che dei rimborsi effettuati.
Alla fine dello scorso agosto sono terminate le erogazioni dei bonifici per il primo semestre e le cifre sono ufficiali. Innanzitutto la CONSAP (la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici Spa, interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha seguito per conto dello Stato tutte le procedure e quindi ha dovuto esaminare tutte le pratiche eliminando quelle di coloro che avevano provato a fare i furbi o semplicemente non erano in linea con il regolamento.
Alla fine, si sono tirate le somme dalle quali merche sono stati 6,04 milioni gli italiani che hanno ricevuto il rimborso del cashback di Stato, per una cifra complessiva di 893 milioni di euro con ben 822 milioni di transazioni.
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I dati che vi abbiamo presentato potrebbero però subire ulteriori modifiche. Infatti per ora sono rimasti fuori i cittadini che hanno presentato ricorso. Era possibile farlo, con un modulo ufficiale, entro il 29 agosto scorso e quindi bisognerà attendere questo ulteriore controllo per avere le cifre definitive di questa grande operazione statale.
Manca infine il Supercashback, il ghiotto rimborso di 1.500 euro che seguirà la classifica dei primi 100mila “spendaccioni”. In quel caso per la classifica definitiva bisognerà aspettare fino a fine novembre.
Dopodiché per il momento il cashback di stato va in stop. Questo ha per ora deciso il governo a guida Mario Draghi. Ma chissà se dopo aver esaminato i positivi numeri del suo gradimento questa sorta di rimborso possa tornare a vivere.
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