Hai questo Buono Fruttifero? Potresti ricevere un cospicuo rimborso

Se hai questo Buono Fruttifero, potresti ricevere un rimborso importante direttamente da Poste Italiane: scopriamo insieme di cosa si tratta. 

I Buoni Fruttiferi Postali rappresentano da sempre una grande possibilità di risparmio per i cittadini italiani. In passato, tale forma di risparmio è stata usata in modo molto consistente da tanti cittadini che hanno investito i propri i soldi in questi strumenti con l’intenzione un giorno di ricavare una somma di denaro extra.

Con il passaggio all’euro numerosi cittadini hanno preferito convertire i propri buoni in denaro. Molti altri, invece, sia per dimenticanza sia per fortuna lo hanno tenuto nel proprio cassetto. In molti casi, questi Buoni Fruttiferi hanno dato al titolare un super rimborso. E’ questo il caso di un Buono fruttifero postale che potrebbe farvi ricevere un cospicuo rimborso: ecco di cosa si tratta.

Importante rimborso per chi ha questo Buono Fruttifero Postale: lo dice una sentenza

Una sentenza del Tribunale di Torino ha messo in chiaro il valore di un particolare Buono Fruttifero Postale in vecchie lire. Nel dettaglio, la risparmiatrice in questione era in possesso di un Buono risalente al 1989 dal valore originario di 5 milioni di vecchie lire e aveva intenzione di liquidarlo. 

Al momento della liquidazione, però, la risparmiatrice in questione si era vista accreditare una cifra molto più bassa del dovuto e, insieme ad altri clienti dal simile caso, ha deciso di citare in giudizio Poste Italiane. Impugnati i moduli, l’udienza e la sentenza si sono espresse totalmente a favore della cliente che, finalmente, ha visto riconoscersi quanto dovuto.

Nel dettaglio, infatti, le è stata riconosciuta una cifra dal valore di 26 volte l’investimento iniziale, ossia 65mila euro a fronte dei 5 milioni di lire iniziali sborsati nel 1989. Ma perché è accaduto tutto ciò? Analizziamo la questione nel dettaglio: in questo modo tutto ciò potrà essere d’aiuto ai risparmiatori con casi simili.

Perchè tutto ciò è accaduto

Al centro della questione, c’è stata una svista degli Uffici Postali nel 1989. Nel dettaglio, all’epoca furono introdotti i buoni di serie Q che offrivano tassi di interesse molto meno vantaggiosi rispetto agli esistenti di serie P. Tuttavia, per una svista generale, gli Uffici Postali continuavano ad utilizzare i moduli della vecchia serie P apponendo solo un timbro sui vecchi rendimenti.

Scaduti i 30 anni di validità, venivano poi applicati interessi più bassi erroneamente relativi alla serie Q.  Dal 2020 in poi, nel nostro Paese, ci sono stati circa 3mila casi del genere con risparmiatori che hanno citato in giudizio la società per questa ragione.

In tutti i casi, i clienti hanno dovuto impugnare gli atti: Poste Italiane, infatti, forte di alcune sentenze che davano ragione alla società, continuava a liquidare tali Buoni Fruttiferi con cifre molto più basse. Per questa ragione fate molta attenzione! Se alla fine degli anni ’80 avete sottoscritto un buono come questo, vi spettano molti più soldi.

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