Bonus smart working, conviene sbrigarsi: c’è tempo fino al 31 dicembre

È disponibile il bonus smart working che ha lo scopo di sostenere spese per l’acquisto di beni, servizi e arredi destinati al lavoro.

Per migliorare le condizioni di coloro che lavorano da remoto, le aziende distribuiscono voucher per l’acquisto di beni, servizi e arredi. Quest’agevolazione rientra nel decreto sostegni ed è un benefit al quale può accedere il datore di lavoro che tenuto ad anticipare l’importo al lavoratore.

Bonus smart working

Il bonus smart working è attivo dal 2020, ma prevedeva una cifra molto più bassa rispetto a quella disponibile per il 2022.

Il Decreto Sostegni aveva, infatti, introdotto un assegno pari a 258,23 euro per i lavoratori in smart working Esso serviva a sosteneva le spese per l’acquisto di beni o servizi volti a migliorare le condizioni di lavoro da remoto.

Questa misura è stata estesa fino al 31 dicembre 2022 è attualmente prevede un importo maggiorato: 516,46 euro.

È possibile accedere al bonus mobili ufficio se si è dipendenti o collaboratori di un’azienda.

Lo scopo di quest’incentivo, che è completamente esentasse per il datore di lavoro, è quello di aiutare nell’allestimento di postazioni di lavoro efficienti e ottimali anche a casa.

Come accedere al bonus Smart working

Il bonus smart working non è rivolto ai lavoratori, ma alle imprese che hanno dipendenti e collaboratori che lavorano da remoto.

Le attività imprenditoriali potranno accedere a tale benefit nell’ambito del welfare aziendale, offrendo l’opportunità ai dipendenti e ai collaboratori di migliorare la loro postazione casalinga di lavoro.

Ciò vuol dire che il lavoratore può acquistare scrivanie, sedie ergonomiche, strumenti di illuminazione e apparecchi tecnologici. Si tratta di prodotti che hanno lo scopo di migliorare la qualità del lavoro facendo attenzione ai livelli di sicurezza previsti.

Per beneficiare del suddetto bonus è necessario essere titolari di redditi da lavoro dipendente o redditi assimilati. Il bonus smart working non prevede limiti relativi alla qualifica del lavoratore.

Quest’agevolazione rientra a pieno titolo tra i cosiddetti Fringe benefit. Ci stiamo riferendo a quelle forme di retribuzione non corrisposte in denaro, ma come forme alternative di reddito.

In virtù della loro natura, questi benefit sono esentasse e deducibili per l’azienda.

Come usufruire del benefit

Ogni datore di lavoro ha la possibilità di scegliere le modalità secondo le quali verrà erogato il bonus smart working. L’unico vincolo relativo alla fruizione del bonus riguarda l’obbligo di acquisto di beni e servizi e mai di un riconoscimento in denaro.

Le aziende che decidono di usufruire del benefit possono comportarsi in due modi:

  • Acquistare i beni e i servizi necessari al miglioramento del lavoro da remoto e consegnarli al domicilio dei dipendenti. In questo caso, le spese risultano sostenute dall’azienda stessa che potrà dedurle.
  • Emettere un voucher al dipendente o collaboratore, utilizzando delle piattaforme di welfare, che può essere speso nei negozi convenzionati.

Bonus smart working: qual è lo scopo

Lo scopo del bonus smart working è quello di prevenire i problemi di salute che, secondo la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ha colpito oltre 2,6 di lavoratori da remoto.

Il problema principale sembra essere legato alle postazioni domestiche che non sono adatte per un prolungato utilizzo.

Il bonus erogato per l’acquisto di mobili e attrezzature che migliorano le condizioni dei lavoratori in smart Working ammonta a 516,46 euro.

Si tratta del doppio della cifra inizialmente riconosciuta dal Decreto Sostegni 2020.

Il suddetto bonus rappresenta una facilitazione fiscale e non va assolutamente confuso con la detrazione IRPEF del 50% prevista per l’acquisto di mobili che servono ad arredare un’abitazione da ristrutturare.

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