I rincari energetici e lâincertezza del contesto internazionale contribuiscono a influenzare al ribasso la propensione ai grandi e piccoli investimenti. Ciò non influisce sugli immobili.
Il mercato si mantiene su livelli storicamente elevati. Ă il quadro che emerge dal sondaggio sul mercato immobiliare in Italia.
Condotto congiuntamente dalla Banca dâItalia, da Tecnoborsa e dallâAgenzia delle Entrate, lâindagine è stata effettuata sullâandamento del secondo trimestre, fino a luglio 2022.
I 1465 agenti immobiliari su cui si è basata lâindagine hanno mostrato un calo delle quotazioni, con una riduzione delle vendite che rimangono tuttavia su livelli elevati. Si amplia il numero dei potenziali acquirenti sebbene le prospettive di concludere una vendita siano deteriorate.
I numeri rimangono comunque confortanti considerata lâimportanza dellâacquisto di una casa per lâinfluenza del reddito personale. Nel II trimestre del 2022 la quota di agenzie che hanno venduto almeno unâabitazione è scesa allâ84,9% dagli 87,6 precedenti, mentendosi comunque su livelli storicamente elevati. Lo sconto medio sui prezzi di vendita scende allâ8% mentre la quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario è scesa al 67,5% rispetto 69,7 dello scorso trimestre.
Rimangono stabili le vendite rispetto al trimestre precedente ma le aspettative per il prossimo da parte delle agenzie immobiliari sono pessimiste. Per circa 80% degli addetti ai lavori prevale una visione negativa in riferimento al mercato nazionale anche su un orizzonte biennale. Sono diverse le tendenze che possono influire a rialzo o a ribasso sul mercato: la pandemia accompagnata da una crescita o stabilitĂ economica, influisce positivamente sulla domanda di immobili. Viceversa lâinstabilitĂ economica allontana gli italiani dai grandi acquisti; a questo si affianca la variabile dellâinflazione, che può spingere verso gli immobili coloro che vogliono proteggere il capitale dalla perdita del potere dâacquisto.
Oltre alla Banca dâItalia, anche lâOsservatorio Findomestic di agosto, ha rilevato dati in linea con le aspettative di una potenziale recessione economica. Il maggiore timore è dato per il 48% del campione dallâaumento dei prezzi.
Lâanalisi rivela che novembre 2021 è stato il momento piĂš propizio degli ultimi 12 mesi per fare acquisti importanti. Quello attuale sembra invece il meno favorevole, la propensione allâacquisto si abbassa ma rimane su alti livelli a causa della spinta dellâinflazione. Lo stesso si applica su altri beni di consumo come i grandi elettrodomestici e i sistemi di riscaldamento come le pompe di calore. Tra le grandi spese rimane in calo lâacquisto per auto nuove sia a benzina che elettriche, tra gli ostacoli anche i tempi di consegna.
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